Altro giro altra corsa. Inizia l'ennesima settimana che potrebbe rappresentare un punto di svolta nel percorso verso la costruzione del nuovo stadio della Roma. Dobbiamo purtroppo continuare ad usare il condizionale perché la vicenda ha ancora dei contorni poco chiari. Eppure dalla scorsa settimana qualcosa è evidentemente cambiato, ed il vento sembra soffiare nella giusta direzione. Quel che resta ancora da chiarire e completare è il nodo della contestualità delle opere pubbliche con l'apertura dell'impianto, da inserire nel testo della Convenzione Urbanistica. Una questione che di fatto sta bloccando il lavoro dallo scorso luglio. La novità, che vi abbiamo puntualmente raccontato, sta però nella ripresa del confronto tra Comune e privati, con la volontà di entrambe le parti di arrivare finalmente a dama.

Gli uffici di Roma Capitale, coordinati da Roberto Botta, vicedirettore generale del Comune, entro i prossimi giorni completeranno il lavoro sulla Convenzione, per presentare alla Roma e ad Eurnova una proposta di testo quanto più vicina possibile a quella definitiva, cercando anche di venire incontro alle necessità di chi investirà circa un miliardo di euro. Gli uffici alla dipendenze di Fabio Pacciani (Lavori pubblici), Cinzia Esposito (Urbanistica), e Carolina Cirillo (Mobilità), stanno già esprimendo il massimo sforzo possibile, pur sempre nei limiti delle indicazioni ricevute dalla sindaca. Ed ecco allora la questione vera: il volere di Virginia Raggi. A lungo la prima cittadina della Capitale si è arroccata dietro una posizione di facciata, fatta di un integralismo quasi ideologico.

Una posizione che ha costretto la Roma a chiedere l'intervento della Regione. Ed è così che lo scorso 6 agosto il Dottor Stefano Fermante (Direttore della Direzione Regionale Infrastrutture e Mobilità), l'ingegner Flaminia Tosini (Direttore della Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti) e l'architetto Manuela Manetti (Direttore della Direzione Regionale per le Politiche Abitative e la Pianificazione Territoriale, Paesistica e Urbanistica), hanno presentato un parere articolato, volto allo sblocco dell'impasse.

Sette pagine di documento in cui la contestualità viene sì ribadita, ma in cui si trova la via d'uscita naturale nel Verbale della Conferenza dei Servizi. Una soluzione contenuta nel terzo punto del dispositivo, e che sta nel trasporto su gomma, negli autobus, che Roma Capitale dovrà predisporre in attesa del completamento dei lavori sulle ferrovie, per permettere l'apertura dell'impianto. A questo va ovviamente aggiunto quanto di competenza dei privati, e nello specifico il potenziamento della fermata Tor di Valle della ferrovia Roma-Lido. Non altro, come invece voleva l'amministrazione capitolina fino a poco fa. E la novità starebbe proprio nella convinzione, finalmente maturata anche dalla Raggi, di attenersi scrupolosamente alle prescrizioni della Conferenza dei Servizi. Quindi non più alzate di scudi, ma un atteggiamento improntato all'assoluta imparzialità. Fatto questo che dovrebbe consentire la rapida ripresa dell'iter.

Così si spiega anche il ritrovato ottimismo dei proponenti, soprattutto Eurnova, che a quanto pare, si appresta a risolvere il riassetto della propria dirigenza, ferma alle dimissioni dell'ex Amministratore Giovanni Naccarato. Un riassetto necessario e propedeutico alla vendita dei terreni dove sorgerà l'impianto giallorosso alla TDV Real Estate, nuova società recentemente comparsa nei documenti ufficiali dello stadio, e indirettamente di proprietà del presidente James Pallotta. Che così si farebbe carico interamente dell'investimento, il più grande nella città da decenni. Vedremo se sarà davvero questa la settimana buona, ma sembra comunque che non manchi molto a che finalmente il progetto possa riprendere la sua corsa verso l'unico esito realmente possibile.