Nuovo incontro, il quarto, ieri tra una delegazione della Roma ed il sindaco di Fiumicino Esterino Montino. Ovviamente si è parlato di stadio e dell'ipotesi che si possa costruirlo su un'area del comune del litorale romano, abbandonando Tor di Valle. All'incontro erano presenti oltre al sindaco Montino anche il vice sindaco con delega all'Urbanisitica Ezio di Genesio Pagliuca e tecnici del comune. La delegazione della Roma era guidata dal Vice Presidente giallorosso Mauro Baldissoni.

Non ci sono particolari novità su questo fronte, si è trattato di una nuova esplorazione della Roma, nel tentativo di comprendere la reale disponibilità di Montino e della sua giunta, nel malaugurato caso dovesse saltare l'ipotesi Tor di Valle. Esemplari le parole rilasciate da Montino a margine dell'incontro. "Da parte della società giallorossa l'interesse c'è - ha detto il primo cittadino di Fiumicino - è chiaro che non vogliono più perdere tempo. Questa proposta non è in concorrenza con nessuno. Se non dovesse realizzarsi il progetto di Tor di Valle, la Roma sa che qui ci sono 400 ettari di terreno completamente edificabile pronti ad ospitare lo stadio, con tempi di realizzazione che sarebbero dimezzati rispetto al progetto originale".

Come dire che la città aeroportuale entrerebbe in ballo solo in caso di dietrofront della Raggi e di Roma. Ad oggi infatti l'idea di Fiumicino è poco meno di un piano B per la società giallorossa, ed ancora meno per Eurnova. Non è un caso infatti che la società della famiglia Parnasi e proprietaria dei terreni di Tor di Valle non abbia partecipato a nessuno dei quattro incontri con il sindaco Montino. In caso dovesse esserci uno "spostamento" del progetto sull'area dietro il Centro Commerciale Parco Da Vinci, sarebbe solo la Roma, con il suo stadio ed il Convivium a migrare. Da questa operazione resterebbe fuori il Business Park, vero interesse di Parnasi e dei suoi per ammortizzare gli ingenti costi infrastrutturali richiesti dal Comune di Roma. L'investimento su Fiumicino sarebbe quindi nettamente inferiore al miliardo di euro attualmente previsto.

Da Trigoria ovviamente viene confermata la notizia dell'incontro, ma nessuno intende rassegnarsi a rinunciare a costruire l'impianto all'interno del Comune di Roma. In ballo infatti non c'è solo l'investimento economico fin qui sostenuto, pari a circa 90 milioni di euro, o le penali che andrebbero pagate in caso di rinuncia. C'è soprattutto l'investimento di tempo e di energie. Oltre sette anni di lavoro, caparbio, testardo, che ancora si è convinti possa dare i frutti sperati. Si è in attesa che la dottoressa Manuela Manetti, Presidente della Conferenza dei Servizi e Responsabile della Direzione Regionale Territorio, Urbanistica, Mobilità e Rifiuti, fornisca la risposta al chiarimento richiesto dalla Roma e da Eurnova circa le prescrizioni sulla viabilità e sulla mobilità, ed in particolare sulla Roma-Lido. Una risposta che dovrebbe arrivare entro pochi giorni e che, nelle speranze dei proponenti, dovrebbe sbloccare l'attuale impasse e permettere la prosecuzione dell'iter, ormai congelato da più di un anno. Solo in caso davvero di dietrofront di Roma, con, per esempio, un voto contrario dell'Assemblea capitolina, la Roma prenderebbe seriamente in considerazione la possibilità di migrare a Fiumicino. E magari dopo aver intentato una causa milionaria verso il Comune di Roma. Ma questo, per ora, ci sembra che non convenga a nessuno.