Sarà che i dirigenti del club sono al momento presi da altre faccende ed impegnati nella costruzione della squadra per la prossima stagione. O forse che la sindaca deve fronteggiare l'emergenza rifiuti nella Capitale, e al tempo stesso contrastare l'opa lanciata sulla città da Matteo Salvini, che spera - nemmeno troppo segretamente - in un ribaltone nella Città Eterna e in nuove elezioni quanto prima.

Fatto sta che non solo in questi giorni torniamo a registrare un immobilismo sostanziale (fatta eccezione ovviamente per il lavoro dei tecnici che va avanti a dispetto di tutto e di tutti), ma anche il risvegliarsi dei più feroci oppositori al progetto per il nuovo stadio della Roma. Come più volte abbiamo scritto da queste colonne il problema, quello che ad oggi impedisce la fumata bianca, è una questione più che altro di principio, o di faccia, reputazione si sarebbe detto una volta. E quindi di risoluzione esclusivamente politica. Parliamo della contestualità delle opere di mobilità con la realizzazione dell'impianto, e in particolare della Roma-Lido.

Ed è inutile in questo momento tornare a ribadire come questa richiesta arrivi dai vertici del Campidoglio quasi a voler semplicemente prendere tempo, vista l'irragionevolezza della richiesta avanzata ai privati. Una tattica che denota tutta la debolezza dell'attuale maggioranza pentastellata a Roma, e che quindi permette alle opposizioni di schierarsi e rinforzarsi. E così tornano di moda l'ex assessore Paolo Berdini e i consiglieri Fassina e Grancio, che in rapida successione prima hanno incontrato i cittadini al Torrino ed poi oggi saranno ad Ostia. Un tentativo (che non allarma i proponenti) di far conoscere le proprie ragioni alla città, mentre i vertici comunali restano in silenzio. Un silenzio sempre più preoccupante.