Nella migliore tradizione della nuova Roma targata Friedkin ieri si è consumata l'ennesima sorpresa. Questa volta l'oggetto è stato il futuro stadio del club. E la sorpresa è stata l'annunciato incontro tra il Sindaco Roberto Gualtieri e i vertici giallorossi. Un incontro previsto, e informalmente annunciato, per oggi, ma che invece è stato anticipato di 24 ore e tenuto nascosto fino alla fine. A svelare quanto accaduto è stato solo il sindaco, cogliendo di sorpresa un po' tutti, direttamente sul proprio profilo Twitter. «Positivo primo incontro con il Ceo della Roma Pietro Berardi - ha scritto Gualtieri - per stabilire un pieno rapporto di collaborazione tra Campidoglio e As Roma e organizzare un metodo operativo con cui affrontare insieme tanti temi, a cominciare dallo stadio». Poche parole che però raccontano benissimo quanto avvenuto nel pomeriggio di ieri presso gli uffici del primo cittadino in Campidoglio.

A richiedere di anticipare l'incontro è stato proprio il sindaco, forse anche per evitare scomode sovrapposizioni con l'elezione del Presidente della Repubblica, la cui partita potrebbe accendersi proprio oggi. A rispondere il Ceo giallorosso, che si è recato in Comune in solitaria. Nell'incontro sarebbero stati affrontati, anche se solo preliminarmente, i nodi che gli uomini di Gualtieri avrebbero individuato come dirimenti per il corretto e spedito prosieguo del dialogo. Quattro i punti su cui la Roma è stata chiamata a rispondere. In primo luogo il sindaco ha voluto sapere come la proprietà intenda procedere con il progetto, attraverso quale strumento giuridico. In questo senso l'orientamento sarebbe quello di non ricorrere alla legge sugli stadi, e sfruttare invece le leggi ordinarie. Strettamente correlato al primo sarebbe poi il secondo nodo, quello relativo all'area. Infatti, come noto, la Roma vorrebbe utilizzare un'area che non richieda grandi interventi, né per le approvazioni né per gli interventi strutturali. Terzo punto quello relativo agli investimenti, su cui la proprietà avrebbe fornito importanti garanzie. Infine sarebbe rimasto il nodo relativo alla società che dovrà intestarsi l'opera, che ancora non sarebbe stato deciso se di nuova costituzione o meno. L'incontro, breve, sarebbe terminato con la promessa reciproca di rivedersi presto, nel giro di un paio di settimane, questa volta con la presenza direttamente della famiglia Friedkin.