Dopo portieri e difensori, pubblicati ieri, continuiamo a raccontarvi la rosa della Roma Under 17, che il 20 giugno è diventata campione d'Italia battendo 3-2 l'Atalanta, nella finale di Ravenna. Oggi tocca ai centrocampisti, centrali e mezzali di una squadra che ha giocato praticamente tutto l'anno con il 4-3-3.

Bove | 1 presenza

Una sola apparizione, a dicembre contro il Frosinone, 24' più recupero, giocando sotto età, prima di tornare in Under 16, con cui ha chiuso l'anno da capocannoniere, pur essendo una mezzala destra. L'anno prossimo giocherà con lo scudetto sulla maglia, e sarà uno dei punti di forza della squadra.

Cataldi | 27 presenze

Nella formazione tipo il suo nome non figurerebbe, ma ha giocato spessissimo, sfruttando i tanti problemi fisici di Chierico, il titolare designato. Centrocampista centrale, buoni mezzi fisici, nelle finali, a gara in corso, arretrava talmente tanto da diventare una sorta di terzo centrale difensivo. Uno dei senatori del gruppo: Laurenzi ha iniziato dalla panchina la finale scudetto, e lui è sceso in campo con la fascia da capitano.

Chierico | 12 pres. | 4 reti

Uno dei punti di forza della rosa, di gran lunga il più sfortunato: delle tre finali scudetto giocate dal gruppo dei 2001, è sceso in campo solamente nella seconda, quella di un anno fa con il Milan, uscendo peraltro dopo 5' per infortunio. Debutto stagionale a metà gennaio, ultima presenza il 21 aprile, saltando quarti e finali scudetto. Le spalle lo hanno messo in croce: si è operato a entrambe in questi ultimi anni, lunghi mesi di inattività, e tutti i conseguenti problemi per riprendere condizione e ritmo partita. Che non gli hanno impedito di segnare 4 gol in 552', media più da attaccante che da centrocampista di regia: ma il figlio dell'ex campione dell'82-83, in questa stagione nello staff di Alberto De Rossi in Primavera, è un giocatore ben sopra la media, che quando sta bene lascia sempre il segno. E la Roma lo aspetterà, come si fa con i talenti.

Meo | 13 pres. | 1 rete

Una rete sola, ma di quelle che restano nella memoria: il Milan, battuto 2-1 nel quarto di andata, aveva rimontato a Trigoria dal 2-0 al 2-2, e continuava a premere, quando Meo, in pieno recupero, ha recuperato palla sulla trequarti e calciato in rete il liberatorio 3-2. Talmente liberatorio che ha esultato togliendosi la maglietta: era già ammonito, l'arbitro lo ha mandato fuori, la squalifica gli è costatata la semifinale. Baldini lo ha riproposto in finale, un primo tempo non memorabile e una sostituzione. Meo, che ha corsa, fisico, e un ottimo tempismo negli inserimenti offensivi, quest'anno ha trovato poco spazio, tra infortuni e concorrenza, ma l'impressione è quella di un giocatore non ancora del tutto esploso, che potrà ancora togliersi le sue soddisfazioni.

Milanese | 2 presenze

Vedi Bove: il centrocampista che Falsini ha reinventato centravanti di manovra nell'Under 16 è salito sotto età giusto per sentire che aria tirava, quando Baldini aveva gli uomini contati. Due presenze a ottobre - una, con il Bari, dall'inizio alla fine - in attesa di tornare nella categoria da settembre.

Molinari | 27 pres. | 3 reti

Un altro che non è titolare, e non lo è stato nelle stagioni precedenti, ma ha avuto il suo spazio, specialmente nel girone di andata (7 gare dal primo minuto, su 8 complessive). Mezzala sinistra, con un piede piuttosto educato: andatevi a vedere il bellissimo sinistro all'incrocio dei pali segnato in Supercoppa, contro il Pordenone.

Proietto | 20 presenze

Niente Primavera per lui, su Instagram ha annunciato l'addio già una settimana fa, di ritorno dalla trasferta romagnola, nella didascalia di una foto scattata a Trigoria e pubblicata su Instagram con i due trofei vinti quest'anno, campionato e Supercoppa: «Oggi finisce l'ottava e ultima stagione con questa maglia nella quale abbiamo vinto tutto. Ringrazio tutto lo staff e le persone che hanno lavorato con noi, ma soprattutto ringrazio i miei compagni e fratelli con i quali ho condiviso emozioni che rimarranno per sempre con me». Centrocampista centrale, un uomo d'ordine che a inizio stagione stava trovando il suo spazio: 4 volte titolare nelle prime di campionato. Poi è stato scavalcato nelle gerarchie da Cataldi, senza però uscire completamente dalle rotazioni: ha iniziato la finale dalla panchina, ma era in campo, al posto di Silipo, autore dei primi 2 gol giallorossi, quando Bucri ha messo in rete il pallone dello scudetto.

Simonetti | 25 pres. | 9 reti

Una delle armi neppure tanto segrete di Baldini, uno dei giocatori più utilizzati, anche se poi la finale l'ha iniziata in panchina (subentrando nell'intervallo). Veloce e tecnico, è una mezzala destra che conosce alla perfezione i tempi degli inserimenti offensivi: contro il Milan, che aveva negato a lui e ai compagni lo scudetto Under 16 vincendo 5-2 la finale del 23 giugno 2017, ha segnato sia all'andata, in trasferta, sull'1-0, che a Trigoria, sbloccando il risultato dopo 24' con un bel destro di prima intenzione. Nove gol in 1.486' giocati, quarto miglior marcatore dietro Bamba, Silipo e Barbarossa, un'ala, un fantasista e un centravanti.

Zalewski | 2 presenze

Il polacco nato a Tivoli è un altro dei ragazzi del 2002, che hanno debuttato sotto età nella categoria: cervello dell'Under 16, sarà protagonista l'anno prossimo.