Dopo Cengiz Ünder, un altro turco alla Roma, solo che non gioca, ma è giovanissimo anche lui: Tugberk Tanrivermis, professione allenatore, a 29 anni ha già la licenza Uefa Pro, che gli permetterebbe di guidare squadre di qualunque categoria, serie A inclusa. Una licenza che in Italia si prende a Coverciano, facendo il Supercorso, per cui la Federcalcio richiede tra i requisiti il compimento del 32esimo anno di età. Se arriverà in A lo dirà il tempo, per ora la Roma lo farà lavorare nel settore giovanile. Lo ha fatto, con ottimi risultati, già al Galatasaray, uno dei pochissimi club turchi - con il Bursaspor, il Trabzonspor, a mille chilometri da Istanbul, e l'Altinordu, che ha cresciuto Ünder, prima di cederlo al Basaksehir - a gestire un settore giovanile con la cura dei club dell'Europa occidentale. Al Galatasaray il neo romanista aveva fatto già l'università, facoltà di scienze politiche, dal 2008 al 2013: dal 2010 ha iniziato a lavorarci come osservatore, dopo una prima esperienza da allenatore nello Yenikoy. Nel Denizlispor nel 2013 ha fatto l'assistente, ruolo ricoperto nel 2014 al Kayseri Erciyesspor, stavolta in prima squadra. Nel 2014 di nuovo al Galatasaray, prima come match analist della prima squadra, dal 2016 come tecnico dell'Under 14, che nel 2017 ha vinto il campionato.

Viaggi di studio

E poi di nuovo assistente allenatore in prima squadra, prima con Prandelli, poi con Igor Tudor, ingaggiato dai giallorossi del Bosforo il 15 febbraio 2017 ed esonerato il 18 dicembre, con tutto lo staff, ovviamente incluso Tanrivermis. Che in quel periodo aveva fatto amicizia con Lukas Podolski e col francese Bafetimbi Gomis, e con più tempo libero ha potuto intensificare i suoi viaggi di aggiornamento professionale: a Stamford Bridge per il Chelsea, al José Alvalade di Lisbona (e al campo di allenamento) per il Benfica, in Germania per conferenze calcistiche, a Newport per la cerimonia ufficiale di consegna del diploma di allenatore Uefa, neppure un mese fa, con foto al fianco di Thierry Henry, suo compagno di corso. Oltre al turco, lingua madre, parla italiano, oltre che tedesco, inglese, francese e spagnolo: un poliglotta, oltre che un tecnico emergente, che in Turchia viene considerato un predestinato, destinato a una brillante carriera. Monchi lo ha già incontrato qualche settimana fa a Trigoria, dovrebbe affidargli la guida della squadra Under 15, la categoria (allora si chiamava Giovanissimi Nazionali) da cui iniziò pure Montella. Tre giorni fa ha salutato il club sui social: «Non posso dire di aver trascorso qui neanche un brutto giorno perché tutto ciò che riguarda il Galatasaray è fantastico. Non porto rancore a nessuno, sono solo più ambizioso. Il mio cuore ha sempre battuto e continuerà a battere per lo stemma giallorosso». Cambiano solo le tonalità...