Il 29 giugno 2000 all'Amsterdam Arena si è scritta la storia. Nella semifinale degli Europei ospitati dai Paesi Bassi, l'Italia affronta gli Oranje olandesi. È una di quelle partite che rimangono impresse nella memoria, sia per l'importanza della competizione che per la quantità di emozioni vissute, soprattutto nei tempi regolamentari.

Gli Azzurri di Dino Zoff rimangono in 10 uomini per l'espulsione di Gianluca Zambrotta al 34esimo minuto del primo tempo. Da lì è tutto in salita. L'Olanda in superiorità numerica crea tantissimo e domina la partita ma non riesce a sfruttare le occasioni. Ne sono un chiaro esempio i due penalty sbagliati nell'arco dei 90 minuti, il primo parato da Toldo e il secondo mandato sul palo da Patrick Kluivert (il padre di Justin). Con le reti inviolate dopo 120 minuti rimane l'unica soluzione della lotteria dei rigori. Le due squadre si giocheranno la finale sotto l'enorme e rumorosissimo muro arancione dei tifosi di casa. 

Contro la tensione ed i fischi l'Italia segna i primi due tiri dal dischetto con Di Biagio e Pessotto. In mezzo due errori degli olandesi: De Boer cade ancora nella trappola di Toldo (premiato come migliore in campo) e Staam spara altissimo. Il terzo rigorista designato è un 23enne Francesco Totti che con un misto tra genio e follia decide di beffare il portiere avversario come pochi potrebbero persino pensare. "Mo je faccio er cucchiaio" ha sussurrato nell'orecchio di un terrorizzato Di Biagio: il tocco sotto spiazza Van der Saar, l'Italia passa il turno ed il romano e romanista mette la firma su quello che diverrà un marchio di fabbrica di un'intera carriera.