Erano forti i 2005 dell'Inter, e si sapeva molto bene: a inizio anno non ci sarebbe stato match con quelli della Roma, ieri sera il match c'è stato, però lo hanno vinto loro. Di un solo gol, 2-1, soffrendo fino alla fine, perché la squadra di Ciaralli, che dopo mezz'ora era sotto di 2, ha dimezzato lo svantaggio prima dell'intervallo, e fatto lavorare il loro portiere per evitare il 2-2: la semifinale in gara secca di Ascoli finisce con una sconfitta onorevole, sarà l'Inter a tornare martedì per giocarsi lo scudetto Under 17 contro il Bologna, che poche ore prima aveva battuto 1-0 il Milan. È stata povera di contenuti tecnici l'altra semifinale: Inter e Roma avevano più gioco e più giocatori delle altre due in corsa, hanno giocato una sorta di finale anticipata, e sarebbe davvero una sorpresa, se i nerazzurri si lasciassero sfuggire lo scudetto.

Per riuscirci, del resto, avevano portato i pezzi migliori, il numero 10 Quieto, che a maggio ha fatto l'Europeo U17 con l'Italia, e il difensore centrale Stante: entrambi hanno fatto i titolari in U18 quest'anno. E infatti la prima occasione, dopo soli 2', la crea proprio Quieto, destro a lato di poco. Poi entrano in scena i due figli d'arte, entrambi bravi: al 13' Martins si libera per il sinistro, deviato in angolo, va a battere Stankovic, Ivkovic sbaglia il tempo dello stacco a centro area, dietro di lui sbuca Bovo, completamente solo, e incorna in porta il pallone del vantaggio. La Roma risponde dopo 5', con un cross di Marazzotti da trequarti, la deviazione di Touadi arriva a due metri dalla porta, il riflesso di Calligaris è eccezionale. Più facile la parata del numero 1 nerazzurro (che la Roma aveva provato a farsi dare nell'affare Dzeko) sul destro di prima intenzione di Misitano, servito dal cross di Graziani. Alla mezz'ora l'Inter raddoppia: cross da destra di Aidoo (arrivato a parametro zero dal fallimento del Chievo, come l'autore dell'1-0), Razumejevs respinge corto, Ivkovic va per allontanare il pallone, Martins glielo tocca, arriva Di Maggio che controlla e mette in rete.

Reazione giallorossa

Al 34' la Roma sfiora il gol, sugli sviluppi di un angolo battuto corto, con cross di Marazzotti, rimesso in mezzo da Misitano: il capitano dell'Inter Stankovic prima salva sulla linea il colpo di testa di Boldrini, poi alza il piede, anticipando all'ultimo Bolzan, che sulla linea stava per spingere in rete di testa. Al 41' Graziani apre per Misitano, che scambia con Joao Costa, poi si infila in mezzo a quattro difensori, scambia anche con Marazzotti, e calcia di precisione, rasoterra, sponda sul palo interno e palla in rete. Due minuti dopo ci prova Marazzotti, gran sinistro da fuori, dritto all'incrocio, vola e mette in angolo Calligaris. Batte lo stesso Marazzotti, Boldrini va a saltare di testa, palla a lato. Al primo di recupero Bolzan parte palla la piede, serve Graziani che mette in mezzo, Marazzotti è solo davanti al portiere, ma l'assistente alza la bandierina, fuorigioco sul tocco precedente. L'Inter sembra alle corde, ma viene salvata dal fischio di fine primo tempo: a inizio ripresa non ci sono cambi, ma c'è più equilibrio, ci prova ancora Marazzotti, su cross di Ienco, il suo sinistro viene deviato in angolo. Joao Costa è bravo a liberarsi sul sinistro, ma la sua conclusione è troppo centrale. Al quarto d'ora il caldo comincia a farsi sentire, poco dopo Ciaralli deve cambiare tre giocatori, tra cui due centrali, Boldrini e Touadi, oltre all'esterno destro Joao Costa: entrano il centrale difensivo Plaia e il terzino sinistro Bouah, con Ienco che passa al centro, e davanti Mannini, che il giorno prima era a Torino, in campo con l'Under 16, che ha vinto con la Juve conquistando la finale.

Resta in campo Misitano, che pure stava combattendo con i crampi: troppo importante per uscire così presto. Bovo mette in mezzo un buon pallone per Esposito, che però non riesce a dare potenza alla deviazione, poi si fa ammonire per fermare una ripartenza di Mannini, cade a terra per crampi ed esce. Misitano si libera bene di due avversari, Castegnaro butta in angolo il suo suggerimento in mezzo. La stanchezza si fa sentire, Ciaralli deve togliere i pezzi migliori, Misitano resta ma sembra davvero esausto, entrano Cichella, Polletta e poi De Angelis, tre punte e difesa a tre, ma con giocatori che nell'ultimo periodo il campo lo hanno visto poco. Tanti palloni in area, ma l'Inter ha buoni difensori, e al 5' di recupero sfiora il 3-1: mancino di Berenbruch, gran parata di Razumejevs. Che pochi secondi dopo viene infilato da Esposito, partito però in posizione irregolare: sarebbe stato davvero troppo.