AS Roma

Gasp, i suoi e l'unità per noi

Gian Piero e il suo «si può fare» alla squadra. Il tecnico, per combattere l’emergenza, lavora sulla testa

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
18 Marzo 2026 - 06:00

Si può fare! Forse non avrà urlato in stile Frankestein Junior, ma è questo il succo del discorso fatto da Gian Piero Gasperini alla squadra, ritrovata a Trigoria ieri per preparare il ritorno degli ottavi di coppa contro il Bologna, in programma domani. Il tecnico, tornato nella Capitale dopo un giorno di riposo utile a riflettere che si è concesso dopo l’amara trasferta di Como, ha ancora una volta confermato la sua fiducia nei confronti del gruppo. E allora lo vedi che la cosa è reciproca? Già, perché al di là di qualche piccola crepa, fisiologica quando si ha a che fare con 25 personalità diverse, la Roma è tutta al fianco di Gasperini e, insieme, vogliono lottare per uscire dalle difficoltà.

Occorre fare in fretta, però, perché l’emorragia di risultati va interrotta immediatamente, tra domani e domenica, quando in un Olimpico che per la coppa si vestirà a festa - la Sud ha chiesto a tutti i romanisti di portare le bandiere giallorosse ed è pronta la coreografia in Curva e Distinti Sud - arriveranno Bologna prima e Lecce poi. Servono due vittorie, per scacciare la crisi di risultati e accogliere l’ultima sosta stagionale con obiettivi intatti ed energie - oltre a uomini - da recuperare. Gasp lo sa ed è fiducioso di riuscire a vedere la sua Roma rialzarsi ancora, come già fatto da agosto in poi in più di un’occasione. Viste le risorse ridotte a disposizione, però, e la stanchezza che sembra coinvolgere gran parte di quello zoccolo duro tanto caro a Gian Piero, il lavoro del tecnico si è concentrato soprattutto sulla testa della squadra.

E così Gasperini, uomo di campo per eccellenza, s’è trasformato anche in mental coach, per sostenere un gruppo che, dal gol di Gatti del 3 a 3 in Roma-Juventus in poi, è apparso stordito. Dalla difesa pubblica in ogni postpartita - Gian Piero non ha mai accettato le assenze come un alibi e ha sempre elogiato lo spirito dello spogliatoio anche dopo le serate più amare - alle parole riferite ai giocatori dentro Trigoria: tanta analisi tattica sì, ma soprattutto la richiesta di compattarsi e combattere insieme. Tornare alla vittoria per regalarsi il diritto di poter sognare, di poter scrivere un nuovo finale a una stagione partita bene, oltre anche le aspettative, ma che ora rischia di impantanarsi in modo molto simile al recente passato romanista.

Questa è l’ora de mostra’ quanto valemo, parafrasando il piemontese di Gasperini ai suoi giocatori. La squadra è al suo fianco e intende rialzare la testa.
L’unione d’intenti Gasp-giocatori, pronta ad allargarsi alla gente romanista domani sera, non è riscontrabile fuori dal terreno verde, pur rimanendo nell’ambito di Trigoria. Dal mercato alla vicenda Totti, passando per la gestione medica di alcuni casi: di frizioni, negli ultimi tempi, tra Gasperini e la dirigenza ce ne sono state. Un confronto, ancora, non è arrivato, ma è necessario per porre le basi della Roma che verrà. L’unità per noi, per la Roma.

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