Erano in panchina sabato a Cagliari, ma sono stati esentati dal ritiro punitivo Ludovico D'Orazio e Alessio Riccardi: ritroveranno i giocatori della prima squadra sull'aereo che li porterà a Plzen, visto che nella fase a gironi il calendario di Youth League ricalca quello di Champions. I risultati sono diversi, ovviamente: se la prima squadra andrà alla ricerca solamente di un po' di serenità, e magari dei soldi messi in palio dall'Uefa per ogni punto, la Primavera dovrà strappare la qualificazione. L'ordine delle squadre è lo stesso dei grandi, con il Real davanti, i giallorossi dietro, il Plzen terzo e il Cska ultimo, sono differenti i distacchi. I ragazzi di Alberto De Rossi hanno un solo punto di vantaggio: con un pareggio terrebbero il secondo posto che vale la qualificazione (ai playoff, non agli ottavi: qui il regolamento tra le due manifestazioni comincia a differire, perché entrano in corsa le migliori 8 squadre che hanno vinto il campionato giovanile, ma non hanno la prima squadra in Champions), con una sconfitta sarebbero fuori.

La squadra di De Rossi sta attraversando il momento più nero di una stagione che a un certo punto la vedeva prima in classifica: è reduce da 4 sconfitte consecutive tra campionato e Youth League, tra cui l'umiliante 1-6 del Tre Fontane contro il Real Madrid, non vince da più di un mese (2-1 a Mosca contro il Cska, il 7 novembre), e sabato ha perso 4-1 in casa con l'Empoli, ultimo in classifica. Venerdì Di Francesco ha detto che avrebbe voluto provare qualche soluzione con Riccardi: l'ultima, inutile, di Champions, poteva essere buona per vedere l'effetto che fa, ma salvo infortuni dell'ultim'ora lo lascerà a De Rossi, che ne ha più bisogno. Discorso diverso per Celar: lui in Youth League non può giocare, Di Fra potrebbe decidere di provarlo per uno spezzone di gare, per vedere come regge l'impatto. Con Dzeko fuori fino a Natale, Schick in profonda crisi, e Pastore e Perotti a corto di minuti, potrebbe rivelarsi utile.