Sembrerà strano, ma c'è anche un motivo per ricordare con un pizzico di piacere la Caporetto di Cagliari. Quel motivo ha un nome e cognome, Ruggiero Rizzitelli. Per meglio dire, le lacrime che l'ex attaccante della Roma, rimasto nei cuori di tutti i tifosi, non è riuscito a nascondere nell'amarissimo dopo partita della partita contro il Cagliari. Da qualche anno Rizzigol è uno degli opinionisti, alla fine delle partite dei giallorossi, dei dopo partita di Roma Tv. Un opinionista che non ha mi fatto mistero di essere pure, anzi di più, un tifoso.

Ruggiero, cosa è successo, perché quelle lacrime?
«Perché io sono un tifoso della Roma. E dopo quel pareggio incredibile, la mia emozione era la stessa di qualsiasi altro tifoso».

Strana una reazione di questo tipo da parte di un ex calciatore.
«Ma io sono un uomo di pancia. L mia rabbia in quel momento mi ha portato a quella reazione. Dovesse ricapitare, e spero di no, lo rifarei».

Quelle lacrime erano anche contro i giocatori?
«Sotto un certo punta di vista, sì».

Qule punto di vista?
«Quello del tifoso che si sente tradito. Hanno pareggiato una partita che non si poteva pareggiare. Mi spiace dirlo, ma almeno per Cagliari sono indifendibili. Del resto i calciatori di oggi sono diversi da quelli tempi in cui giocavo io e vestivo la maglia della Roma».

È un atto d'accusa?
«No, è la constatazione della realtà. Mi sale il sangue al cervello quando sento parlare, come giustificazione, di problemi di testa. Ma state scherzando? Questi sono ricchi, famosi, belli pure se sono brutti, giocano per la Roma, e hanno problemi di testa? Semmai i problemi ce li dovrebbe avere chi lavora per qualche centinaio di euro, altro che questi giocatori»