Da zero a Gent. La Roma compie un piccolo ma significativo passo, soffrendo oltremodo i belgi, ma portando a casa una vittoria preziosissima (e che mancava da un mese). Per ritrovare la retta via, non soltanto in campo europeo.

IL MIGLIORE - 7 CARLES PEREZ Esordio dall'inizio coi fiocchi. Gli bastano tredici minuti per mantenere l'incredibile media internazionale: due presenze e due reti, la prima in Champions all'Inter, l'altra che serve a rilanciare la Roma in Europa League. Ma gol decisivo a parte, lo spagnolo è sempre nel vivo del gioco, non solo offensivo: corre, recupera anche fino al limite della propria area, si propone, punta l'uomo e offre perfino giocate sopraffine al pubblico, ma mai fini a se stesse. Insomma, una specie di alieno, catapultato non a caso da dove li coltivano. Ci sostiene Perez.

5,5 LOPEZ Insolitamente impreciso coi piedi fin quasi all'errore da matita blu che per poco non costa il match, è attento sui tentativi belgi dalla distanza. Con le mani.

5,5 SPINAZZOLA La sua fascia prediletta è la sinistra, ma la presenza di Kolarov lo fa tornare dal lato opposto. Qualche sofferenza di troppo in disimpegno e anche quando si affaccia davanti non lascia tracce indelebili.

6 SMALLING In avvio leva dalla testa di Kolarov un'incornata a botta quasi sicura, ma a inizio ripresa i due lavorano in tandem e su una punizione del serbo solo un intervento casuale di Kaminski leva a Chris la gioia personale. Non va troppo per il sottile nel finale di sofferenze. E fa bene.

6 FAZIO Preferito un po' a sorpresa a Mancini, si fa valere sul gioco aereo ma soffre - e non poco - la rapidità dei belgi. Un rimpallo fra lui e Pau sfiora il patatrac, ma per una volta la sorte è benevola coi giallorossi.

5,5 KOLAROV Non è nel suo momento migliore e glielo si legge anche in faccia, oltre che sul campo, dove i ripetuti errori sembrano figli della mancata tranquillità di un periodo decisamente no.

5,5 CRISTANTE Tocca a lui abbassarsi fra i due centrali per far partire l'azione. Ma manca della necessaria velocità (anche di pensiero) come della precisione di cui necessita un regista. 

6,5 VERETOUT Suo il break da cui prende il via l'azione del vantaggio. In diverse occasioni provvidenziale nei recuperi difensivi, sembra uno dei pochi lucidi anche col pallone fra i piedi. Il turno di riposo forse gli ha giovato.

5 PELLEGRINI Fatica a uscire da questa fase involutiva che sembra essersi impossessata di lui. Il giocatore brillante ammirato fino a Natale è ora un ricordo. Urge risveglio.

5,5 PEROTTI Il suo passo felpato diventa un lusso (che la Roma attuale non può permettersi) in una fase che esige concretezza e velocità.

6 DZEKO Si traveste da assist-ma: il primo di testa non viene raccolto dai compagni; il secondo è un invito troppo succoso per non essere sfruttato da Perez. Poi si dedica al solito lavoro di difesa della palla uno contro tutti. Generoso.

6 SANTON Si cala subito col piglio giusto nel match, salendo anche a creare qualche pericolo. 

S.V. MKHITARYAN Rileva Pellegrini nel finale, ma con una vivacità diversa.

S.V. KLUIVERT Pochi minuti in campo: qualche sgroppata utile a ridare fiato.