Pagelle

Le pagelle di Roma-Inter 2-2: a Manu a Manu vedrai

Doppietta e strapotere fisico per Koné, che però è coinvolto dal calo collettivo nella ripresa. Balerdi cancella Thuram, finché tocca a lui. Wesley torna a macinare chilometri. Ghilardi in difficoltà

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
20 Settembre 2026 - 06:30

A due volti. La Roma non cambia pelle nemmeno nella sfida al vertice, aggredisce ancora una volta la gara e domina fino all’intervallo. Poi però dagli spogliatoi esce una squadra diversa e la rimonta nerazzurra già nell’aria si completa, anche per la stanchezza romanista. Peccato, ma siamo ancora primi.

IL MIGLIORE - 7,5 KONÉ. Stavolta la porta la vede eccome e la centra addirittura due volte, la seconda con suspense. Alla mira ritrovata aggiunge lo strapotere fisico, ma fino all’intervallo.

IL TECNICO - 6,5 GASPERINI. L’approccio della Roma è devastante, da vera prima della classe. Poi le energie calano e paga dazio, ma dimostra di poter lottare davvero con chiunque.

6,5 SVILAR. A inizio match sbarra la porta a Bisseck col consueto prodigio in uscita bassa, prima di andare a vuoto su un cross velenoso di Dimarco. Nella ripresa ci mette una pezza sul primo batti e ribatti in area, può poco sui gol.

6,5 MANCINI. Gioca d’anticipo tutte le volte che può, ovvero più o meno sempre. E sul 2-0 la sfiora quel tanto che basta per spalancare lo specchio a Koné. Sarebbe perfetto se una sua ingenuità non desse il via all’azione che riapre il match, ma pur sempre a 70 metri da Mile.

7 BALERDI. Thuram lo colpisce duro dopo 3’ (senza sanzioni). Ma Leo non è proprio tipo da scomporsi, anzi. E comincia a tallonare il 9 interista in ogni angolo di campo: finché lo prende in consegna lui, il francese non tocca palla, poi deve arrendersi ai crampi e per Marcus è una liberazione. Dominante.

6,5 HERMOSO. Nella prima parte si fa fatica a capire se è più spesso davanti o dietro. Poi si calma, ma tiene alta la concentrazione e a farne le spese è soprattutto Barella.

6,5 WESLEY. Contro l’Inter era stato dirottato per la prima volta a sinistra, un anno dopo compie il percorso inverso. Sulla corsia originaria ritrova lo scatto dei bei tempi, ma solo a sprazzi la lucidità: da sue intuizioni  nascono due ripartenze pungenti, che però spreca sul più bello. Ma nei recuperi torna determinante.

7 CRISTANTE. Tampona ovunque e rincorre chiunque. Se qualcuno continuasse a chiedersi perché è sempre titolare, la risposta la troverebbe nella sua onnipresenza. Ancora e ancora. Infaticabile.

7 MOLINA. Gasp lo piazza a sinistra e la scelta frutta subito: riconquista il possesso che origina l’azione del vantaggio, poi la rifinisce con l’assist vincente. E a lungo squarcia il fianco destro interista.

6,5 DYBALA. Non contano come assist, ma entrambe le reti nascono dal suo mancino fatato: lo scambio a distanza con Molina dà origine all’1-0. Poi prova a mettersi in proprio, ma prima colpisce male in area e poi da casa sua prova a fulminare Martinez con una rasoiata. Pesca Malen e salva perfino la sua porta su Lautaro. Finisce stremato. 

6 SOULÉ. Parte a sinistra e per un tempo manda a spasso Diouf con frequenza disarmante. Gli manca però sempre il tocco decisivo per concretizzare le giocate sopraffine.

7 MALEN. Si muove tantissimo e nelle due occasioni in cui riceve in area, si gira in un decimo di secondo ma non trova la rete per imprecisione o sfortuna. Porta a spasso l’intera difesa avversaria e fa ammonire Akanji prima e Bastoni poi. Anche senza segnare, resta cruciale.

6,5 NDICKA. Appare e scompare nel balletto iniziale delle formazioni. Ma quando arriva il suo turno, risulta il più deciso fra i subentrati.

6 RENSCH. Entra e si piazza a sinistra: compito tutto sommato assolto, senza danni né encomi.

6 PISILLI. Rileva il potenziale eroe della partita, stavolta senza trovare i varchi giusti in cui buttarsi.

5,5 GHILARDI. In sofferenza nel finale contro avversari che viaggiano a marce (e malizia) differenti.

S.V. KOULIERAKIS. Entra in tempo per farsi ammonire, sia pure a scoppio ritardato. Anche questa è la Serie A.

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