Pagelle

Le pagelle di Torino-Roma 0-2: Leo dirige e ruggisce

Balerdi comanda la difesa con personalità, chiusure da manuale e rincorse sensazionali. Molina e Lulli svuotano i serbatoi. Dybala e Malen coppia da sogno. Mancini totale

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
15 Settembre 2026 - 06:30

Dura, grintosa, famelica. La Roma aggredisce il Toro fin dall’inizio come da abitudini consolidate, ma la gara è scorbutica e la squadra di Gasp le si modella di conseguenza. Come si conviene a chi ha spasmodica voglia di vittoria. E siamo a 4 consecutive (9 dalla scorsa stagione). Avanti così.

L'ALLENATORE - 7,5 GASPERINI. Cala il poker: ancora una vittoria, ancora dominando ma al tempo stesso sapendo soffrire. Se si cominciano a vincere pure sfide aspre come questa, il futuro è radioso.

IL MIGLIORE - 8 BALERDI. I due frammenti di gara disputati fin qua lasciavano presagire qualcosa d’importante. Ma la prima dal 1’ fa spellare le mani. Parte con una scivolata per evitare rischi a un passo da Mile, cui fa seguire una serie di interventi sbroglia-guai e la sensazionale rincorsa su Braganza. Dirige il reparto da “capitano”. Chiusure da manuale, velocità da centometrista, personalità da vendere. Colossale.

6,5 SVILAR. Anche quando non viene sollecitato con frequenza, risulta decisivo. Legge bene in uscita la primissima imbucata avversaria, poi si oppone a Mandragora dalla distanza. Ma è dopo un’ora che deve tirare fuori il meglio del repertorio: uscita bassa e porta sbarrata. Ancora una volta, la terza in quattro giornate. Saracinesca.

8 MANCINI. Il duello con Simeone  è talmente impari che deve ricorrere al “mestiere” solo una volta, poi è tutta supremazia, fisica e tattica. Assodato il dominio nella zona di competenza, morde e riconquista il possesso che genera il vantaggio. La sua caparbietà genera anche il raddoppio. Difende, imposta, avanza, attacca. Totale.

7 HERMOSO. Meno appariscente dei due partner di difesa, ma puntuale in marcatura e negli anticipi. Oltre che efficace quando si spinge a dare manforte davanti. Granitico.

7 LULLI. Comincia un po’ timido, Gasp lo sprona e guadagna linea di fondo (e cross) con un numero di alta scuola, da ala vecchio stile. La fascia però va arata in entrambi i versi e non si sottrae, consumando il carburante ben oltre la spia della riserva. Sognando Beckham. 

7 PISILLI. Nella prima parte si dedica più al contenimento che alla fase offensiva. Poi si sposta a trequarti, continua a macinare chilometri, ma supera ostacoli (compreso un giallo) e trova il meritato premio con l’ultima tacca di energia. Fino a esultare coi crampi. Stoico.

6,5 CRISTANTE. Tampona ovunque ce ne sia bisogna. Il match è “sporco” e lui non ha bisogno di riflettori per interpretarlo al meglio. Gregario.

7 MOLINA. Altro che terza scelta: due finali mondiali non si giocano a caso. Uno scambio volante con Malen da urlo lo testimonia, una botta da casa sua e soprattutto una corsa infinita lo confermano. Navigato.

7 DYBALA. Ai tocchi pregiati unisce la consistenza di chi ha in mano e nei piedi il destino dell’intero gruppo. E al piatto già succulento aggiunge l’ennesimo assist per Dony. Non ci sono paragoni.

6,5 SOULÉ. A inizio match Malen gli offre un cioccolatino che spreca, ma poi inventa, ricama, danza. Bello da vedere, se aggiunge un po’ di concretezza può diventare super.

7,5 MALEN. Torna dove tutto è cominciato e certo non sembrano passati nove mesi: tante occasioni, un gol annullato, un altro buono, la stessa ferocia sotto porta. Spietato.

6 MORA. Dal suo ingresso, sente più le urla di Gasp che i rumori dello stadio. Un passetto indietro per brillantezza, ma nessun allarme.

6 CASTRO. Lotta come può, stavolta però non trova luce fra sé e la porta. Capita. Volenteroso.

7 DE ROON. Entra e sradica palloni a ripetizione dai piedi avversari. Vera e propria trasposizione in campo del tecnico, piglio da leader nato.

6 KONÉ. Non è al meglio, ma resta troppo tenero nei contrasti e un po’ svagato nei disimpegni.

S.V. RENSCH. Una manciata di minuti, il tempo di gustarsi dal campo il raddoppio e il trionfo.

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