Le pagelle di Roma-Pisa 3-0: un, due, tre: stella
Con una strepitosa tripletta Malen indirizza subito la sfida e poi la decide. Pelle è vivace per un tempo, prima di farsi male. Sprazzi di fantasia da Soulé con l’assist del 2-0
(MANCINI)
Grazie al cielo (e soprattutto a Gasperini) la Roma ha trovato la sua punta di diamante. Non c’è bisogno di molto altro, quando c’è chi risolve tutto non una, non due, ma tre volte in un colpo solo. Riportando anche i tre punti, il sereno (almeno in campo e sugli spalti), le speranze, le doverose ambizioni. Mica Malen.
IL MIGLIORE - 8 MALEN. Due gare di digiuno sono troppe per uno come lui e compensa con una scorpacciata. Gli bastano 3’ per l’antipasto: scatto bruciante, dribbling e palla sotto il sette per l’ottavo centro in campionato. A un filo dall’intervallo bissa. Al rientro timbra ancora con una puntata da calcetto. Primo triplettista del torneo, primo romanista a 2 anni da Dybala ma senza rigori, doppia cifra raggiunta e fosse arrivato in estate chissà dove sarebbe. Come comanda Gasp: tutti così.
IL TECNICO - 6,5 GASPERINI. Il suo prototipo di calciatore gli dà ragione indirizzando subito il match, poi mettendolo in ghiaccio. La squadra nel complesso non brilla, ma il successo è senza discussioni.
6,5 SVILAR. Le sofferenze pasquali sulla carta dovrebbero lasciare posto a una sera più tranquilla. Mai fidarsi però e al quarto d’ora deve già (ri)sfoderare i migliori istinti. A inizio ripresa i compagni davanti a lui si addormentano, ma Hojholt lo grazia a tu per tu. Il resto scorre via senza patemi: meglio così.
6 GHILARDI. L’assenza di Mancini lo riporta fra i titolari. Di fronte non trova avversari imprendibili, ma il suo dovere lo compie con dedizione.
6 NDICKA. Osservato speciale dopo gli obbrobri milanesi, non deve impegnarsi eccessivamente per far tornare le cose alla normalità.
6 HERMOSO. Tanta foga in marcatura, tanta imprecisione in disimpegno. Quando la gara si trasforma in pura accademia, si assesta.
6 CELIK. Unisce la solita quantità agli altrettanto consueti difetti quando arriva sul fondo. Almeno un cross passa però e dà origine al raddoppio. Al momento del cambio arriva il pollice verso dello stadio, ma forse con finestra sul mercato.
6 CRISTANTE. Dopo la serataccia di San Siro ha più di qualcosa da farsi perdonare. Ma se in fase di non possesso si sbatte, col pallone fra i piedi fatica a trovare le misure. Poi si riappropria della serenità.
6 PISILLI. Si abbassa per cominciare la manovra nel momento di stanca, sale quando bisogna attaccare gli spazi, senza lesinare energie. La precisione latita fino all’intervallo, decisamente meglio nella ripresa.
6,5 RENSCH. Riprende possesso di una corsia senza padroni fino al rientro di Wesley e per una volta con opposizioni relative: ne approfitta per sovrapporsi di continuo, fino a trovare l’assist del raddoppio dopo un bello scambio con Pelle.
6,5 SOULÉ. Formalmente tornato già al Meazza, di fatto però è questa la gara che fa rivedere sprazzi del Mati di inizio stagione. Su tutti il cioccolatino per il tris di Dony, che gli vale l’applauso dell’Olimpico quando dopo un’ora va a riposarsi.
6,5 PELLEGRINI. La 300ª in A potrebbe essere di celebrazione: sempre nel vivo, stampa una pennellata da fermo sull’incrocio, partecipa al 2-0, contrasta anche, ma proprio uno dei ripiegamenti non gli giova. E paga lo scontro con un fastidio che lo toglie dal campo a metà partita.
6,5 EL SHAARAWY. Rileva Pellegrini nella parte di match già in discesa e partecipa al festival di Dony con qualche buono spunto, uno dei quali meriterebbe il rigore.
6 EL AYNAOUI. In odore di titolarità durante la settimana, riparte invece dalla panchina. In mezz’ora però si limita al compitino, sgombrando le scelte iniziali dai rimpianti.
S.V. ANGELIÑO. Entra in un finale di partita abbondantemente scritto, ricevendo l’ovazione dello stadio.
S.V. VAZ. Sostituire un triplettista non deve essere facile, soprattutto a giochi ormai chiusi.
S.V. VENTURINO. Una manciata di minuti conditi da uno sprazzo di luce che per poco non vale il poker.
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