Le pagelle di Verona-Roma 0-2: Paulo intergalattico
In Champions con le giocate del fuoriclasse argentino, semplicemente sensazionale. Malen timbra ancora. El Shaarawy come in una favola: entrambi ringraziano Dybala. Svilar, mani sul podio
(GETTY IMAGES)
Sudata fino all’ultimo respiro e per questo ancora più bella. Sofferta ma strameritata. La Roma si prende Champions e terzo posto al culmine di una sfida tutt’altro che semplice, risolta dai colpi dei suoi giocatori più dotati eppure conquistata con lo spirito battagliero di tutti. Ecco le stelle.
8 GASPERINI - L'ALLENATORE. Al di là dell’ennesima gestione quasi perfetta del match, il raggiungimento del podio è un capolavoro. Con un sigillo grande così che porta il suo nome. Standing ovation.
9 DYBALA - IL MIGLIORE. Signori, giù il cappello di fronte alla classe cristallina di un campione stratosferico. Il suo show comincia uno contro 5, quando riesce a uscire da una situazione complessa e a ribaltare il fronte. A sinistra come a destra arpiona, dribbla, imbuca, ispira, conclude, tutto con prelibatezza assoluta. Poi sale ancora più in cattedra, decretando la superiorità numerica e regalando a Malen il riscatto immediato: la posizione da cui parte l’assist che ribatte il rigore è ispirata da entità sovrannaturali. Il tacco per Elsha è tanto raffinato quanto nobile. Poeta e marziano al tempo stesso. Fosse anche garantita una su dieci così, rinnovatelo. Ora!
7,5 SVILAR. Fino a 5’ dall’intervallo non deve intervenire, ma contro un solitario Bowie sfodera il consueto prodigio che spiega anche ai meno attenti perché è il miglior portiere del campionato. Non fa altro, ma basta per blindare la Champions.
7 MANCINI. Non cede il centrodestra, a dispetto delle previsioni. Si divide fra arrembaggi offensivi, chiusure e occhiatacce ai compagni disattenti. E conquista il rigore che stappa la gara. Tutto col piglio del leader. Capo-banda. Del terzo posto.
5,5 GHILARDI. Gasp gli affida le chiavi del reparto arretrato, ma forse lo tradisce l’emozione da ex: buca dopo pochi istanti e soprattutto si lascia sfilare Bowie causando il pericolo più serio. E restando fuori.
7 HERMOSO. Mette subito una toppa in avvio a un pericoloso contropiede veronese, poi fa valere tutta la sua esperienza. Che è enorme.
6,5 CELIK. All’inizio soffre un po’ la rapidità delle ripartenze avversarie, poi se la cava di mestiere badando al sodo. Serve anche quello per raggiungere grandi traguardi.
6 PISILLI. Parte a mille, ma un po’ alla volta il furore che non riesce a canalizzare diventa frenesia. E lascia il campo nell’intervallo.
6,5 CRISTANTE. Si butta negli spazi e la prima occasione capita proprio a lui, con un’improvvisa girata fuori di poco. Pian piano le tentazioni lasciano spazio all’abituale solidità e fa valere il fisico, anche nel finale da difensore. Garanzia.
6,5 RENSCH. Tiene a freno i dirimpettai con una certa costanza e offre anche a Dybala un assist d’oro dopo una lunga sgroppata. Termina con i crampi. Diligente.
6 SOULÉ. Inizia a destra e si vede poco, viene dirottato sul lato opposto maresta una meteora che lascia la scia di una pregevole punizione.
7,5 MALEN. Ormai le difese avversarie lo braccano circondandolo: Dony prova a stanare quella veronese e quando punta semina panico, pur senza tirare. Lo fa su rigore, anche se per segnare ha bisogno del dono del “gemello” argentino. Ma è un gol che pesa una tonnellata (non solo di quattrini). Lode a te.
7 EL AYNAOUI. Impiega pochi secondi a entrare in gara con un coast to coast dirompente. E non uscirne più.
6 ZIOLKOWSKI. Entra a inizio ripresa e non se la cava male, ma l’irruenza che gli costa un pericoloso giallo vale anche la sostituzione anticipata
6 KONÉ. Al piccolo trotto: gli strappi proverbiali messi in soffitta.
7,5 EL SHAARAWY. Come in una favola. All’ultima da romanista si dedica agli altri. E al fotofinish tira fuori dal cilindro una doppia supergiocata: esterno da leccarsi i baffi ad aprire l’azione, scavetto gustoso per chiudere game, set e match e godersi il meritato saluto in gloria.
6 VAZ. Non usa il fisico come potrebbe. Ma partecipa alla festa.
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