Le pagelle di Roma-Bologna 3-4 (d.t.s): Pellegrini dà l'esempio
Lorenzo da Capitano anche senza fascia: assiste, segna, manovra, recupera. Ndicka firma l’1-1 ma ha due gol subiti sul groppone. Ingressi deleteri di El Aynaoui e Zaragoza
(GETTY IMAGES)
Strada smarrita. Dopo 120 minuti la sensazione prevalente è di una squadra con troppe falle per credere fino in fondo alla rimonta che pure a un certo punto (per poco) è sembrata possibile. Se quella alle spalle sembra già lontana, la strada davanti è ora nettamente in salita dopo il secondo verdetto anticipato di stagione.
5,5 SVILAR. Nella prima parte di gara mette una toppa su un destro sporco di Bernardeschi e si oppone a Joao Mario, ma i suoi interventi si esauriscono più o meno lì. Può ben poco sui primi tre gol, mentre sull’ultimo appare lontano dai suoi standard. E ultimamente non è raro.
6 MANCINI. Per la prima volta senza protezione sul volto, gli servirebbe alle spalle quando Rowe lo supera in contrasto prima di segnare. Per un’ora sembra in difficoltà, poi con la grinta si inserisce nella battaglia, ma anche quella a volte non basta.
5 NDICKA. Torna a comporre il trio titolare di difesa, che però in avvio soffre più del lecito, fino ad andare sotto. A rimetterla in pari ci pensa proprio lui, ma le amnesie di inizio gara si moltiplicano fino all’errore marchiano dell’1-3 e a quello che decide partita e qualificazione.
5,5 HERMOSO. Gli attaccanti bolognesi arrivano a folate nei pressi dell’area e tiene botta, sia pure con qualche affanno, in parte grazie al supporto dinamico di Wesley. A inerzia capovolta, fa valere l’esperienza ma poi viene a sua volta inghiottito dalla serataccia collettiva lì dietro.
5,5 CELIK. Non lesina energie e corsa e per una volta riesce a mettere in area anche qualche cross. Non sempre ha i tempi giusti quando prova l’anticipo e rimedia il giallo. Palla al piede poi tende a dare eccessiva fiducia ai propri mezzi.
6 CRISTANTE. Consueta abnegazione, sia pure costellata da diversi errori. M quantomeno dà l’idea di non volersi arrendere.
S.V. KONÉ. Già in partenza non al top, come si intuisce da contrasti meno decisi del solito, la sua gara dura poco più di un quarto d’ora, poi deve alzare bandiera bianca.
6,5 WESLEY. Quando c’è, da quel lato si va a un’altra marcia. E in una sera simile non è solo una consolazione.
6,5 PISILLI. Gasp cerca di sfruttare il suo straripante momento di forma piazzandolo fra le linee ma il ko di Koné complica i piani, riportandolo in mediana. E Piso si rimbocca le maniche, lotta, tenta sempre la giocata anche a costo di forzarla.
6,5 MALEN. Viene servito più spalle alla porta che in profondità, subendo le entrate ruvide dei bolognesi. Tira solo da inizio ripresa, ma realizza il rigore e quando si accende semina il panico. Anche partendo largo.
5 EL SHAARAWY. Di fianco a Malen, riesce a incidere poco e un impeto di sacrificio lo porta all’ingenuo fallo da rigore. Capita, quando gli attaccanti fanno i difensori.
7,5 PELLEGRINI. Entra a freddo ma non impiega molto a mettere l’impronta sul match: stampa una punizione da 30 metri sull’incrocio e pennella il corner che genera l’1-1. Prende di nuovo la mira da fermo trovando il portiere, ma è su azione che pesca l’angolo giusto. Chiede palla, si abbassa per iniziare la manovra, va perfino a salvare in area propria per ben due volte. Capitano senza fascia.
6 VAZ. Entra per aggiungere peso davanti: ci mette un po’ a carburare, ma conquista il rigore che riapre la sfida e firma l’assist che la rimette in piedi. Nei supplementari avrebbe spazio per graffiare, ma perde più volte l’equilibrio e last second opta per la caduta. Ancora acerbo.
5 EL AYNAOUI. In palese fase involutiva, ancora una volta il suo ingresso non porta benefici. Anzi, quando deve fronteggiare le ripartenze avversarie si mostra fin troppo “leggerino”.
4 ZARAGOZA. Gioca soltanto una parte dell’extratime e riesce nella titanica impresa di far rimpiangere la fase offensiva di Celik, senza avere neanche l’ombra di quella difensiva.
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