Le pagelle di Roma-Atalanta 1-1: Hermoso disfa e fa
Lo spagnolo perde il pallone che dà il via allo 0-1, ma poi firma il pari e sfiora il bis. Malen è di categoria élite. El Shaarawy frizzante, offre delizie ai compagni. Soulé dà segnali incoraggianti
(GETTY IMAGES)
Punto di (ri)partenza. La Roma menomata e acciaccata domina la Dea, aggancia il quinto posto e dà segni di vita importanti, per sé e il proprio tecnico. Mandando in soffitta le polemiche strumentali.
IL MIGLIORE - 7 MALEN. Reduce dalla tripletta al Pisa, è l’osservato speciale della Dea e si vede poco fino a metà primo tempo, quando a tu per tu con Carnesecchi divora un’occasione d’oro. Non ci sta e prova a mettersi in proprio con due diagonali velenosi, trovando ancora il portiere sulla sua strada. Finisce addirittura con due recuperi difensivi. Categoria élite.
IL TECNICO - 7 GASPERINI. Privo di sette giocatori, con altro paio a mezzo servizio, mette sotto una delle squadre più in forma del momento. Le chiacchiere sono di altri, non sue. E soprattutto stanno a zero
6 SVILAR. Non appare particolarmente reattivo sul tiro che sblocca il match, per quanto violento arrivi. Ma poi si oppone alla grande a Ederson in uscita bassa, che resta il pezzo forte.
6,5 MANCINI. Non è al meglio, ma la sfida presuppone lotta e per uno con la sua soglia del dolore una settimana di stop può bastare. Fra i tre del reparto arretrato appare il più attento e combattivo, anche se la sua gara dura soltanto un’ora.
6,5 NDICKA. Gara a due volti. Partenza a carburazione lenta: Krstovic ha tutto il tempo di prendere la mira per lo 0-1. E quando Ederson si presenta tutto solo in area, lui e Celik sembrano due statue. Di gran lunga più puntuale nella seconda parte, quando fa valere posizione e stazza, diventando dominante.
6 HERMOSO. La sua gara inizia in salita che più ripida non si potrebbe: il contrasto che perde con de Roon si rivela sanguinoso. E resta a lungo in sofferenza, ma un attimo prima dell’intervallo ristabilisce il giusto ordine con una gran girata. Due volte potrebbe bissare di testa, se i tentativi non fossero neutralizzati da portiere e traversa. Disfa e poi fa.
5,5 CELIK. Da qualche tempo si è messo in testa di avere doti da trequartista e prova a dribblare, rifinire, tirare, senza nemmeno sfiorare risultati decenti. Molto più proficuo quando si limita a scelte semplici e sprigiona la sua corsa.
6,5 EL AYNAOUI. Torna titolare dopo un mese e alterna discreti spunti a qualche pausa pericolosa: crossa coi giri giusti per Elsha, imbuca con intuito per Malen, ma fatica a reggere il passo dei dirimpettai. Quantomeno prova la giocata in verticale, mostrando personalità.
5,5 CRISTANTE. La sua prestazione è lo specchio del momento collettivo: diversi problemi, tanta sofferenza, si fa quel che si può coi mezzi a disposizione non eccelsi. Tanto impegno, poche luci.
6 RENSCH. Mostra qualche timidezza di troppo quando deve supportare gli attacchi da sinistra. Ma si rifà con la torre che vale l’assist del pari. Poi si arrende ai muscoli.
6,5 SOULÉ. Uno dei più attivi fin dalle battute iniziali, per due volte i suoi tentativi dal limite si infrangono sugli avversari, difensori e portiere. Cala alla distanza, eppure i segnali sono più che incoraggianti.
6,5 EL SHAARAWY. Dopo pochi minuti ha sulla testa la palla del vantaggio, ma cicca incredibilmente. Da lì però la sua gara cambia. Prova a farsi perdonare offrendo a Donyell un cioccolatino che il 14 non scarta. Bissa a favore di Rensch e anche l’altro olandese cincischia. Riesce perfino a trasformare un campanile senza pretese in un corner e alla fine esce fra gli applausi.
6,5 GHILARDI. Nella mezz’ora che gli viene concessa si mostra sicuro e attento. Ormai è una garanzia.
6 PISILLI. Non è al meglio e quando entra si vede pure, ma non è tipo da risparmi e lotta per quanto possibile, rimediando anche un giallo.
6,5 VENTURINO. Sarà anche poco pronto a giocare titolare, eppure quando entra nei finali di partita garantisce guizzi più che interessanti.
6 VAZ. Si sbatte sull’intero fronte offensivo con buona lena, ma non ha grandi occasioni per graffiare.
S.V. TSIMIKAS. Qualche minuto nel finale, senza infamia né lode.
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