«Ragazze, non siete abituate, seguitemi», grida un membro dello staff della Roma mentre guida una fila indiana di maglie giallorosse nella folla di tifosi, curiosi e turisti a Piazza di Spagna. È una frase colta sul finire dell'evento, dopo che sulla scalinata è arrivato il rompete le righe e le atlete della Roma Femminile si sono già scattate un'infinità di foto con amici e parenti, e rende bene un aspetto importante di quanto vissuto ieri pomeriggio: sì, sono ragazze, sì, sono atlete, no, non sono star. Lo saranno, forse, se l'augurio del dg Baldissoni si avvererà e i tifosi le seguiranno in gran numero nelle loro partite al Tre Fontane. La prima sarà proprio domani alle 16 contro la Fiorentina e assegnerà il 1° Trofeo Luisa Petrucci: una bella iniziativa della società per ricordare la mamma di tutti romanisti. Che se fosse stata ancora viva, avrebbe aperto il suo ombrello giallorosso accanto alla Barcaccia.

«Non siete abituate», si diceva. Non lo erano nemmeno le ragazze più giovani che tra la gente facevano da claque (spontanea) per le colleghe più grandi: «Che squadra siete?». «La Primavera... Ci metti sul giornale? Oddio che ficooo!». Sfumature forse secondarie che rendono una fotografia del calcio femminile italiano in cui la Roma che si appresta a debuttare nella Serie A si è inserita a gamba tesa: ragazze appassionate, che svolgono una vita di sacrifici in cambio di una cultura e di una stampa sportiva che spesso non le merita. Ragazze normali anche se hanno la maglia della Roma addosso, così normali che mentre vanno via le senti commentare l'aspetto fisico dei giovanotti a cui hanno stretto la mano scendendo dalla scalinata: «Di fisico è carino, ma di faccia uhm...». Ma un ex dirigente del calcio italiano non diceva che erano quattro lesbiche?

Le atlete lasciano Piazza di Spagna a piedi (LAPRESSE)

Quei giovanotti sono i calciatori della Roma. Le ragazze scendono una alla volta e a metà della scalinata incontrano il compagno assegnato. Portiere con portiere, difensore con difensore, capitano con capitano: Elisa Bartoli e Daniele De Rossi arrivano agli ultimi scalini tra gli applausi della piccola platea composta da amici, parenti e dirigenti e della piazza piena di gente. Quando la romana e romanista scelta per indossare la fascia prende la parola, mette le mani avanti: «Non mi capita spesso di parlare a un microfono a Piazza di Spagna». In realtà non le capita spesso proprio di parlare in pubblico, perché da capitano della Roma non ha ancora giocato la prima partita ufficiale. Un respiro e poi un discorso pieno di fiducia che si conclude con un «Forza Roma», che poi è la cosa più rassicurante che un capitano possa dire.

Scendono le scale, le ragazze giallorosse, e qualcuno l'ha chiamata sfilata, facendo drizzare le antenne di chi si aspettava la melensa retorica sessista del «belle e brave». Così non è stato. È stata la presentazione di una squadra di pallone. E che presentazione. Niente dame e niente cavalieri, solo calciatrici e calciatori. Qualcuna un po' imbarazzata, qualcuna forte della carriera internazionale già svolta in Spagna, in Germania o in Inghilterra, qualcuna con lo sguardo sognante di chi sa che è iniziato il momento più entusiasmante della propria vita. Qualcuna molto più spigliata del collega a cui stringeva la mano. Tanto che, quando Fuzato lascia quella di Valentina Casaroli e va ad unirsi al capannello di calciatori che si forma di fronte alla fontana, Coric e Karsdorp lo prendono in giro platealmente: «Sei tutto rosso!». Ma è il primo bagno di folla romano anche per lui, lasciatelo in pace.

Una foto dall'aperitivo di festeggiamento dopo la presentazione (LAPRESSE)

La coppia che più scalda i cuori è però quella dei fratelli Simonetti: Flaminia, centrocampista, e Pier Luigi, Primavera che giovedì ha fatto il suo esordio in prima squadra nel finale dell'amichevole a Benevento. «Sei il mio campione», gli ha scritto poi lei su Instagram.

Inutile fingere, non siamo esperti di calcio femminile. Inutile chiederci quale sia il modulo più adatto alla rosa a disposizione di Elisabetta Bavagnoli, inutile interrogarci sul livello di questa o quella calciatrice... Domani alle 16 saremo sugli spalti del Tre Fontane. Per iniziare a conoscere queste ragazze e per Luisa Petrucci.