All'aeroporto di Istanbul, ieri sera, prima di arrivare a Roma, il presidente turco Erdogan ha spiegato che i rapporti con l'Italia «sono ottimi» e che «c'è la stessa visione dei problemi  dell'area del mediterraneo». Erdogan che incontrerà il Papa, il presidente della Repubblica, e il presidente del Consiglio, ha anche parlato di soldi, sulla scaletta dell'aereo: «Nei colloqui discuteremo delle relazioni bilaterali. Lo scorso anno il volume dei nostri scambi è stato di quasi 20 miliardi di dollari, ma il potenziale è doppio. Nel 2020 puntiamo a 30 miliardi di dollari». Nel frattempo qui in città è allerta massima. I servizi hanno segnalato un grado di pericolo molto alto per la visita e oggi Roma sarà blindata. Il traffico ne risentirà per tutto il giorno. Saranno oltre 3.500 gli uomini in campo in occasione della visita del presidente turco che, nell'occasione, sarà accompagnato dalla moglie e da alcuni ministri. Come per le celebrazioni dei Trattati di Roma è stata istituita un'ampia area di sicurezza denominata "Green Zone" dove saranno vietate manifestazioni. Già ieri sono stati fermati e portati via da piazza San Pietro alcuni curdi che volevano apporre striscioni di protesta per la visita.

Tutte le iniziative precedentemente concordate e tutti i permessi rilasciati nei giorni scorsi per cortei o piccole manifestazioni di ogni tipo sono state annullate. La "Green Zone" della foto in alto sarà interessata da capillari servizi di polizia, sia con con funzione di osservazione che di immediato intervento in caso di iniziative senza preavviso. Il dispositivo che in queste ore si sta sviluppando a seguito di sopralluoghi e verifiche, in collaborazione con la polizia turca, mira a garantire la massima protezione del presidente e ad elevare ulteriormente gli standard di prevenzione antiterrorismo. I servizi segreti sono in allerta da giorni e il rischio di forme di dissenso che possano sfociare in atti di violenza non è da escludere. E infatti il Questore ha richiesto il massimo rigore e allerta operativa ad ogni singolo dirigente ed operatore di polizia che sarà impiegato nella sicurezza.

Il corteo presidenziale viaggerà su corridoi pre-individuati, ciascuno dei quali avrà varie alternative, in largo anticipo bonificati e sorvegliati anche attraverso i sistemi di video sorveglianza. La Digos ha aperto un focus informativo sull'evento con il preciso scopo di aggiornare, ora per ora, la valutazione del rischio. Ieri sera è stato fatto un ultimo incontro operativo ed un tavolo tecnico allargato a tutti i soggetti interessati prima del piano di sicurezza finale vero e proprio.

Al momento il livello di sicurezza resta il 2 con allerta massima nella sua scala interna. Quindi: reparti speciali per la protezione ravvicinata, bonifiche, il far viaggiare personalità su un itinerario che rispetti le esigenze di sicurezza con traffico chiuso per il tempo necessario al passaggio, pattuglie per movimento spedito. Prevista anche la presenza dei Nocs come accaduto per visite di importanti capi di Stato. Il piano cercherà di contenere i disagi per la città che oggi potrebbero avvenire nelle zone interessate dalla visita. Previsti anche controlli ai caselli autostradali e alle stazioni.