Un'indagine epidemiologica sui quartieri interessati dalla cosiddetta ‘Terra dei Fuochi'. In un dossier inviato al governo si chiede di intervenire sul quadrante est della Capitale. Da tempo, gli abitanti di Roma est, terra di cave mai bonificate e discariche abusive vecchie e nuove, denunciano l'aumento di patologie tumorali. In particolare nel 2012 il dipartimento epidemiologia della regione Lazio assegnò a questa zona il primato di mortalità per tumori maligni nella popolazione maschile.

La relazione del direttore del servizio di igiene e sanità pubblica, Fabrizio Magrelli, sulla ex Asl Roma B, traccia un quadro agghiacciante dei rischi ambientali sul territorio: roghi tossici, presenza di rifiuti pericolosi interrati, sversamenti fuori controllo da parte degli insediamenti industriali, possibile presenza di solventi nei pozzi, controlli ambientali carenti, monitoraggi parziali e autorizzazioni integrate non complete. Controlli sono stati disposti dalla Regione su via di Salone durante l'estate. «Tenuto conto della natura illecita delle combustioni all'aperto, dello sviluppo di microinquinanti durante la combustione -si legge nella relazione dell'Arpa Lazio- si ritiene che l'analisi ambientale delle aree interessate da questi fenomeni, debba  esser necessariamente  guidata e integrata da stud di  carattere sanitari  finalizzti  a stimare l'esposizione dei cittadini e l'eventuale correlazione con la salute. Al fine di avere ulteriori elementi innovativi e di confronto si è provveduto a esporre nell'area di via di Salone licheni prelevati in aree ad alta naturalità».

Il Ministro Minniti, il 19 settembre 2017, dinanzi alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie paventava l'intervento dell'esercito in supporto alle operazioni del Comune di Roma e della Regione Lazio.

La stessa commissione nel report presentato il 19 dicembre 2017 ha sollecitato l'adozione di misure normative che potrebbero trovare riferimento nella legislazione introdotta sul tema Terra dei fuochi in Campania.

Il 1° novembre 2013 la Camera ha deciso di desecretare l'audizione resa dal pentito Carmine Schiavone che ha fatto luce sul traffico illegale delle scorie pericolose, i fusti tossici interrati nelle cave, le coperture politiche e massoniche presagendo la vasta mortalità per tumori nella provincia di Napoli e Caserta la cui impennata effettivamente è stata registrata dal Cnr e dal Ministero della salute.

Da decenni ormai c'è un'emergenza legata alla criminalità dedita al traffico illegale di rifiuti e conseguente inquinamento ambientale, che sembra sfuggire al controllo delle autorità preposte e che sta creando una preoccupante inquietudine nella popolazione sia per la salute pubblica, dovuta all'impennata di malattie tumorali.

Roghi tossici

A questo sempre più preoccupante quadro vanno aggiunti i sospetti roghi (tossici) che colpiscono i centri di raccolta, smistamento e trattamento di rifiuti differenziati in tutta Italia (oltre 200) e che aggravano ulteriormente la situazione ambientale e sanitaria: un metodo criminale che consente di distruggere materiali non riciclabili, antieconomici da smaltire.
Nell'ultima relazione della direzione nazionale antimafia si legge: «se prima le strutture dedite alla criminalità ambientale per aver luoghi dove smaltire illegalmente si rivolgevano alla camorra, adesso quelle stesse strutture dispongono di discariche legali dove operare illegalmente» e «di quanto occorra per farlo» alludendo alla falsificazione dei codici che classificano i rifiuti e al ricorso al sistema del «girobolla».

L'interrogazione

L'on.Cristian Iannuzzi ha chiesto al governo se «intenda promuovere, per quanto di competenza e anche per il tramite dell'Istituto superiore di sanità un'indagine epidemiologica per valutare lo stato dei danni provocati alla salute dei cittadini coinvolti; di quali informazioni il Governo disponga in ordine alla infiltrazione della criminalità organizzata nel settore della gestione dei rifiuti».

Nello specifico al responsabile del Viminale, Marco Minniti, è stato domandato se «intenda assumere iniziative affinché le prefetture coinvolte per competenza territoriale attivino i Comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica e se si intendano assumere le iniziative di competenza per rafforzare l'attività di contrasto al traffico di sostanze tossico nocive». Un appello analogo viene rivolto dagli stessi residenti alle autorità.