Il volto innocente di un ragazzo di diciotto anni può risvegliare i fantasmi di un Paese che raramente ha fatto i conti con le pagine buie del proprio passato. La storia di Federico Aldrovandi è finita il 25 settembre 2005, quando fu ucciso a manganellate da alcuni agenti della polizia che lo avevano fermato mentre rientrava a casa a tarda notte. La storia del suo volto, invece, è iniziata lo scorso 1° dicembre durante Roma-Spal, quando ai tifosi ferraresi è stato impedito di portare dentro l'Olimpico una grande bandiera che lo ritrae. Il grande drappo bianco e blu da anni accompagna le partite della squadra che Federico, tifoso spallino, non può più seguire. All'indomani della partita, la polizia aveva spiegato di aver bloccato l'accesso della bandiera perché tutto il materiale esposto doveva essere preventivamente autorizzato dalle forze dell'ordine. Anche se la "selezione all'ingresso" sulle bandiere delle tifoserie ospiti all'Olimpico capita raramente, anzi quasi mai: l'ultimo caso che si ricorda prima di questo è quando proibirono ai doriani di esporre uno striscione in solidarietà con le popolazioni colpite dal terremoto.

In seguito all'episodio di Roma-Spal, raccontato e approfondito dal Romanista, l'Associazione Contro gli Abusi in Divisa ha lanciato la campagna #FedericoOvunque, chiedendo alle tifoserie di tutta Italia di esporre il suo volto, «con la dignità e il rispetto che la famiglia Aldrovandi ci ha sempre insegnato». Il risultato è stato che durante il seguente turno di Serie A e delle serie inferiori è stato esposto da quasi ogni tifoseria, compresa quella romanista, che contro il Qarabag in Champions per prima ha avuto l'occasione di riuscire a far entrare Federico all'Olimpico.

Pochi giorni fa, però, è uscito il comunicato del giudice sportivo Pasquale Marino in cui si puniscono con multe da 750 e 500 euro il Siena e il Prato perché i loro tifosi hanno esposto «uno striscione di contenuto provocatorio nei confronti delle forze dell'ordine». Non c'è riferimento ad Aldrovandi, ma i presenti confermano che non era apparso altro materiale. E a Terni, tredici tifosi del Parma sono stati denunciati per aver mostrato alcuni fogli di carta con il suo volto durante la partita dell'8 dicembre contro la Ternana. È il caso di chiederselo: perché tra le centinaia di stendardi e striscioni esposti in ogni giornata di tutti i campionati italiani, il volto di un ragazzo di diciotto anni fa così paura?