Conferenze Stampa

Dybala: "Voglio trasmettere la mentalità vincente nello spogliatoio"

Il numero 21 in conferenza stampa: "Mi auguro possiate vedere la mia versione migliore con questa maglia. La società mi ha trasmesso serietà"

Paulo Dybala durante la conferenza stampa

Paulo Dybala durante la conferenza stampa (As Roma via Getty Images)

PUBBLICATO DA La Redazione
26 Luglio 2022 - 14:16

Oggi alle 14.30 è andata in scena la conferenza stampa di presentazione di Paulo Dybala. Il calciatore argentino, che già si era unito alla squadra la scorsa settimana in Portogallo, ha risposto alle domande dei giornalisti nella sala stampa del centro sportivo Fulvio Bernardini. L'attaccante arriva a parametro zero dopo una trattativa lampo durata due giorni, in cui la Roma e il giocatore hanno trovato l'accordo con un contratto triennale fino al 30 giugno 2025. Nella serata Dybala si presenterà ai tifosi all'evento che si terrà alle 21 davanti al Colosseo Quadrato, in zona Eur. Queste le parole di Tiago Pinto e Paulo Dybala

Le parole di Tiago Pinto

"Buongiorno a tutti, vorrei scherzare un po' in italiano, è una gioia aver la Joya. Volevo dire che per portare un giocatore come Paulo nella Roma c'è stato bisogno di un lavoro di squadra, quindi innanzitutto volevo ringraziare la proprietà, con tutti i coinvolgimenti nella trattativa, il mister, che è stato abbastanza importante. Ma anche lo staff di Paulo e il suo entourage, che hanno aiutato a creare questa partnership. Su Pauolo non c'è bisogno delle mie parole per descrivere le sue qualità come giocatore, ma in questi giorni che siamo stati insieme al di là della qualità come giocatore mi ha fatto piacere vedere il suo coinvolgimento e la sua empatia con la squadra. Ciò dimostra che al di là del grande giocatore che è c'è una grande voglia di fare bene con la Roma. Dalla nostra parte è un piacere enorme avere un giocatore del suo spessore nella Roma, e dimostra la credibilità del progetto e l'ambizione. Adesso le domande sono per lui, in bocca al lupo Paolo e benvenuto".

Le parole di Dybala

Paolo qui a Roma trovi una proprietà solida, un allenatore che non ha bisogno di presentazioni, un gruppo che ha iniziato a vincere, con giocatori già fatti che vengono da campionati importanti come Matic e te stesso. È giusto già da adesso alzare il livello di ambizione anche a livello di scudetto, soprattutto se si dovesse completare il mercato con altri giocatori di livello internazionale, cominciare già a parlare di corsa scudetto?
"Credo sia presto per parlare di scudetto in questo momento. C'è tanta voglia da parte di tutti, la Roma lo scorso anno ha vinto un trofeo molto importante per avere più ambizione in futuro. La Roma è cresciuta molto negli ultimi anni con giocatori che sono arrivati, insieme al mister. Ci sono degli obiettivi importanti, a tutti piace vincere, quello deve essere il nostro obiettivo; vincere partita dopo partita e poi più avanti vedremo dove arriveremo. Ci sono squadre, in questo momento,  che sono davanti a noi e quindi dobbiamo lavorare con serenità e pensare partita dopo partita".

Mi hanno incuriosito le parole di Marotta che ha detto che Dybala non sarebbe servito all'Inter. Volevo sapere se ti sei sentito mollato, poi sei qui, hai trovato un ambiente favorevole per te. Ti sei sentito tradito dall'Inter?
"No, per niente. Da quando è finito il mio contratto con la Juventus i miei agenti hanno parlato con tante squadre. Voi avete parlato tanto di alcune squadre più di altre. Io ho un rapporto molto bello con Marotta, però no. Molte squadre si sono avvicinate, ma poi è arrivato Pinto a Torino e le cose sono cambiate".

Due domande: dal punto di vista tattico ti vedi meglio da seconda punta o più da trequartista? Prima abbiamo ascoltato le parole di Pinto, quanto ha inciso la telefonata di Mourinho per accettare la Roma?
"A proposito della prima domanda, credo che ci penserà il mister, a seconda delle partite troverà la soluzione migliore per me e per la squadra, poi deciderà lui dove dovrò giocare. Io sono aperto a entrambe le posizioni, a seconda di quello che mi verrà richiesto. La chiamata di Mourinho ovviamente è stato un piacere enorme, la prima volta l'abbiamo fatta insieme a Pinto, poi un giorno all'imporvviso mi ha scritto e ci siamo sentiti di nuovo. Ho avuto il piacere di conoscere il presidente, suo figlio, ho parlato con il direttore, conoscevo alcuni dei ragazzi. La chiamata di tutti per me è stata la dimostrazione di affetto e di farmi capire che mi volevano è stata importante per me".

Nella tua prima intervista hai detto che tutte le persone che ti hanno parlato ti hanno dato molte certezze. Quali sono? Cosa ti hanno trasmesso? Quali obiettivi?
"La prima domanda che ho chiesto al mister è su cosa puntassimo a vincere. A me piace vincere, anche a lui, ha vinto tanto, ci sono tanti ragazzi che hanno vinto titoli importanti. Ovviamente più abbiamo iniziato a parlare, sia col mister sia con la società, mi hanno dato dei punti di riferimento che già si sono visti lo scorso anno, la serietà con cui la società sta lavorando e l'entusiasmo che si è creato tra i giocatori e tutta la gente che lavora intorno. La consapevolezza del mister e la fiducia nei ragazzi, adesso che li sto conoscendo. Sono tutte cose molto importanti per andare avanti e continuare su questo obiettivo. Io cercherò di dare sempre il massimo e portare la mia esperienza per cercare di vincere".

Cosa ti ha più colpito dell'affetto dei tifosi romanisti che stasera conoscerai? Nella partita con la Juventus, se ti capiterà di segnare, pensi di esultare?
"Credo che la seconda domanda si risponda da sola, ovviamente no.  Sono molto curioso di vedere cosa succederà stasera. La verità è che attraverso i social adesso siamo più vicini alla gente e le dimostrazioni di affetto sui social non sono mancate prima di arrivare. So che questa è una piazza molto calda e la gente ci sta vicino sempre, quindi sono molto curioso di vederli stasera, di conoscerli e abbracciarli".

In un calcio sempre più fisico, dove vedere un dribbling è sempre più raro tu sei l'eccezione, capace di accendere la fantasia della gente. Pensi che Roma sia la piazza ideale per esaltare le tue caratteristiche?
"
Il calcio è cambiato tanto, adesso ci sono meno dribbling e giocate belle a favore di calciatori fisici e veloci. Alla fine conta il risultato finale, ovviamente io voglio vincere, tutti vogliamo vincere, questo deve essere il primo obiettivo nostro. Poi ho delle caratteristiche mie con cui ho fatto tutta la mia carriera e lavorerò per essere pronto a ciò che chiederà il mister". 

Quali sono state le principali differenze in questi primi giorni tra Roma e Juventus, dove hai visttuto per 7 anni? Le parole di Totti hanno contribuito al tuo arrivo a Roma?
"Sono da poco qui e sto conoscendo molta gente nuova e sto imparando i nomi di tutta la gente che lavora intorno a noi, però vedo una società molto organizzata in tutti gli aspetti. Mi stanno aiutando in tutto, anche alla mia famiglia. Sono contento di come mi stanno trattando. Con Francesco ci siamo visti alla partita di Eto'o abbiamo parlato un po' nello spogliatoio ma non c'erano le certezze chiare che si sono state prima di arrivare. Ovviamente mi ha parlato molto bene di Roma e poi non ci siamo risentiti in questi giorni".

Vieni da una squadra come la Juventus, la più titolata d'Italia, eri stella tra le stelle, adesso sei venuto in un club che sta cominciando la scalata, vincendo la Conference, con un allenatore che ha vinto 26 trofei in carriera. È possibile che il Dybala che si vedrà qui, aiutato dal tifo della Roma, si possa vedere il miglior Dybala della sua carriera?
"
Io lavoro per quello sempre, ogni giorno. Mi auguro che possa essere così, sto cercando di mettermi nella miglior condizione fisica per farlo. Ci sono tante partite da qua a quando si fermerà tutto per il Mondiale, quindi sto curando tutti i dettagli possibili. Ho una esperienza dopo tanti anni nella Juventus, una squadra che è abituata a vincere, ti trasmette quello dal primo giorno, quindi cercherò di portare questa esperienza ai miei compagni nello spogliatoio, visto che siamo un gruppo giovane. L'esperienza serve anche ad aiutare a essere positivi nei momenti di difficoltà che ci saranno sicuramente durante l'anno". 

Leggendo il resoconto dello scorso anno, 10 gol, miglior marcatore della Juve, 2060 minuti in campionato. Ci si è sbagliati sulla stagione di Dybala, oppure sei il primo a dire che non è stata eccezionale e potevi fare di più?
"Io credo che è normale che ci siano delle critiche. Quando giochi in una squadra come la Juventus si chiede sempre di più. Ovviamente avrei voluto fare molti più gol e minuti in campo. Ho avuto degli infortuni e non ho avuto la possibilità di farlo. Credo che per come sia finito l'anno i miei numeri sono stati tra i primi in diversi aspetti, non solo in gol e assist. Ovviamente poi si va a vedere il minimo dettaglio, però come ripeto per quanto sono stato fermo credo che i miei numeri siano stati tra i migliori in diversi aspetti".

Non abbiamo mai sentito la tua versione su cosa è successo con la Juventus, ci puoi raccontare perché è finito il tuo rapporto con quel club?
"Arrivabene è stato molto chiaro nelle sue dichiarazioni. Avevamo un accordo da firmare a ottobre, poi la società ci ha chiesto di aspettare e poi non si è fatto nulla. A marzo mi è stato detto che non facevo parte del progetto futuro, quindi non è stato un problema economico come tanti hanno detto. La società ha preso un'altra decisione, insime al mister e io ho parlato con loro e gli ho detto che se era un aloro scelta non era un problema per me". 

Da Allegri ad altri personaggi del mondo del calcio hanno detto che secondo loro è la piazza giusta per te, secondo te perché? Da quale punto di vista? In cosa questa piazza ti sposa?
"Ho parlato tanto con il direttore, con il mister e con il presidente. Loro mi hanno trasmesso molta positività nel progetto, e sapendo come la Roma si sta costruendo non ci sono stati molti dubbi".

Si è parlato molto della clausola che è stata inserita nel tuo contratto, è un atto di fiducia reciproco? C'è la voglia. di avere un rapporto lungo con la Roma?
"Io penso al campo e a fare bene. Quella è una domanda da fare al mio procuratore e a Pinto, io penso a giocare e allenarmi, poi quello che succede in futuro spero sia felice per tutti".

Tra i ragazzi con cui ti stai allenando c'è Zaniolo, volevo chiederti cosa pensi di lui? Quanto sarebbe importante tenere Zaniolo per la corsa allo scudetto, come chiesto prima?
"Tutti conosciamo Zaniolo e le sue caratteristiche, oltre a quello che può dare. Ho avuto modo di parlare con lui e ovviamente la scelta sta a lui. Tutti vogliamo avere i giocatori più forti con noi e sappiamo quello che ci può dare. Però non posso intromettermi sul suo futuro, quella è una decisione sua".

Nella tua prima intervista ci hai parlato della maglia numero 10, dicendo che non è un diritto e va guadagnata. Tu hai firmato per 3 anni con la Roma, ambisci a conquistarla e a cambiare numero nelle prossime stagioni, oppure è un discorso che ritieni chiuso?
"Sappiamo chi è l'ultimo che l'ha indossata e da parte mia c'è moltissimo rispetto, è una maglia molto importante anche per i tifosi. Il numero 21 per me è importantissimo per la Nazionale e per quello che ho cominciato a vincere con la Juventus, spero sia il numero che darà inzio a delle vittorie con la Roma. In futuro non si sà, però adesso sono contento col 21".

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