Capitolo attaccante. Il presidente del Torino Cairo ha rimandato qualsiasi discorso sulla possibile cessione di Belotti al termine degli impegni con la Nazionale, sperando che la rassegna continentale possa corroborare la sua richiesta di almeno 30 milioni. «Ora lasciamogli fare l'Europeo alla grande», ha detto a margine dell'assemblea di Lega, con un riferimento anche all'interesse romanista: «Non ho ricevuto nessuna offerta dalla Roma, davvero», la sua assicurazione. Nei sogni (per ora proibiti) di Pinto figura sempre anche Vlahovic, che la Fiorentina sta provando a trattenere con un ricco adeguamento d'ingaggio. Impresa ardua, tanto che è già stato fissato il prezzo per i (tanti) corteggiatori: sessanta milioni.
Se quello sul reparto avanzato è un discorso che probabilmente sarà sviluppato più avanti (e sulle cui scelte inevitabilmente inciderà anche la possibile permanenza di Dzeko), l'esigenza primaria per la prossima stagione resta la copertura del ruolo di portiere: Lopez è ko dopo l'infortunio alla spalla e ne avrà per altri due mesi, Mirante ha salutato, Fuzato troppo inesperto. In pole c'è sempre il nome di Patricio del Wolverhampton, titolare della nazionale portoghese, sul quale c'è l'assenso di Mourinho. Ha il contratto in scadenza fra un anno, è tentato da un'esperienza in Italia e non costa molto: la forbice fra i dodici milioni richiesti e i cinque che offrirebbe la Roma sembra colmabile. Mentre sembrano ormai tramontate le suggestioni che portavano a due top: fra Psg e Donnarumma vicinissimo l'accordo, multimilionario (il suo ingaggio dovrebbe aggirarsi sui 12 a stagione). Mentre lo stesso Szczesny è tonato a parlare, sfilandosi dal mercato: «La Juve conta su di me e non mi venderà al 100%. Con Allegri ci stimiamo a vicenda, so che mi apprezza come professionista e come uomo».