Portiere titolare: Pau Lopez, nazionale spagnolo, costato, aggiustati e mettiti bene, una trentina di milioni. Secondo: Antonio Mirante, ogni volta che è andato in campo è stato più che una garanzia. Terzo: Daniel Fuzato, anni ventitré, brasiliano, convocato come terzo nella Selecao su precisa indicazione di un signore chiamato Alisson che da queste parti ha lasciato una valanga di orfani, compreso chi scrive. Quarto: Robin Olsen, titolare nella nazionale svedese, appena rientrato da un prestito annuale e gratuito al Cagliari. Sintetizzando con una domanda: a parte il quarto, ci può essere un problema portiere nella Roma? La risposta logica non può che essere negativa. Eppure intorno agli estremi difensori, da qualche tempo a questa parte, fioriscono ipotesi, voci, chiacchiere, addii al calcio e quello che volete voi. Non tutto sarà frutto di esagerazioni, resta comunque il fatto che, sulla carta, se c'è un ruolo in cui il problema del futuro non dovrebbe esserci, quello è proprio il portiere. Proviamo allora a ragionare e analizzare la situazione.

Pau Lopez

Un girone d'andata convincente al punto da pensare che, poi, sì, quei trenta milioni (tutto compreso) spesi non erano così esagerati. Dopo, però, quell'errore nel derby a metterlo sul banco degli imputati, un errore capace di far dimenticare tutto quello che di buono aveva fatto vedere nella prima parte della stagione. Da allora, oltretutto, c'è da dire che non è più sembrato lo stesso, qualche indecisione nelle uscite, la generale sensazione di un ragazzo che ha un po' smarrito le sue sicurezze. E, quindi, via con le ipotesi. Comprese quelle di una sua possibile cessione. Dimenticando, però, che proprio in conseguenza di quei trenta milioni di cui sopra, lo spagnolo pesa a bilancio ancora per una cifra superiore ai venti milioni. Quindi la necessità, se mai si fosse deciso di cederlo, di trovare un club disposto a investire sul ragazzo una trentina di milioni perché delle plusvalenze non ci si può mai dimenticare.

Unica meta possibile, in questo senso, può essere soltanto la Premier, dove qualche chiacchiera a proposito dell'ex del Betis Siviglia è già spuntata. Ma ammettiamo pure che possa essere venduto (la Roma smentisce l'ipotesi), chi eventualmente al suo posto? Perché è ovvio che dopo servirebbe, con tutto il rispetto per Mirante, un titolare. Le solite voci bene informate che diffondono notizie e chiacchiere dalle frequenze di radio mercato, indicano nell'argentino Musso dell'Udinese (valutato uno sproposito dalla famiglia Pozzo, la Roma, nel caso, dovrebbe inserire un paio di giocatori, magari due giovani come Riccardi e Bouah) e in Gollini dell'Atalanta (si favoleggia di un possibile scambio con Florenzi) i possibili candidati all'eredità di un Pau Lopez venduto. Sia chiaro, comunque, che tutto questo fa ancora parte solo e soltanto di ipotesi. Perché al momento si può dire che Pau Lopez sarà il titolare della Roma anche nella prossima stagione.

Antonio Mirante

Una decina di giorni fa, quando da Sky è stata diffusa ad alta voce la notizia che il prossimo allenatore della Fiorentina sarà un biondo di Ostia che di nome fa Daniele e cognome De Rossi, c'è stato anche chi, per completezza di informazione si dice in questi casi, ha arricchito il tutto pubblicando lo staff di vice e affini con cui il Sedici lavorerebbe a Firenze. I nomi? Aurelio Andreazzoli come tecnico con patentino, Paolo Bertelli preparatore atletico e, udite udite, Antonio Mirante come preparatore dei portieri. Mirante? Ma come è questa cosa, il ragazzo ha ancora un anno di contratto con la Roma e straccia tutto per andare a fare il preparatore dei portieri a Firenze? Inevitabile domandare per chiarire. La risposta del suo procuratore, Gabriele Giuffrida, attraverso il suo collaboratore Mirco Levati è stata chiarissima: «Mirante non ci pensa nemmeno a smettere di giocare, la prossima stagione sarà ancora vestito con la maglia giallorossa». Appunto.

Daniel Fuzato

Il brasiliano vuole andare a giocare. E non gli si può certo dare torto considerando che nelle ultime due stagioni non ha fatto altro che allenarsi. Il suo procuratore, Diego Tavano, da tempo ha trovato un accordo con i portoghesi del Gil Vicente dove Fuzato andrebbe a giocare in prestito e con il sogno di tornare alla Roma. È molto probabile che possa succedere. A meno che uno dei due portieri che lo precedono nella scala gerarchica, non vada via. A quel punto diventando almeno il secondo, non è da escludere che possa rimanere per giocarsi sino in fondo le sue carte con la Roma.

Robin Olsen

A.A.A. cercasi disperatamente club estimatore dello svedese in grado di pagare non meno di sette milioni, quelli per i quali pesa ancora nel bilancio romanista. Condizioni di cessione favorevoli. Del resto Olsen è difficilmente riproponibile. Per lui si sta cercando una sistemazione in Premier dove non è che abbondino gli estremi difensori che uno vede e dice questo è uno bravo tra i pali. Non sarà facile, ma resta sempre il titolare della Svezia e in Premier potrebbe ricostruirsi una carriera dignitosa.