Non sarà per niente una ripresa del calcio giocato normale quella della Roma di questa sera. Come non lo è stato, è cronaca, per nessuno. Si era capito già con la Bundesliga che non poteva essere la stessa cosa, ma avendo i tedeschi iniziato molto prima rispetto agli altri campionati europei sono riusciti praticamente a concludere le ostilità salvandosi quasi totalmente dalle distrazioni e dalle fibrillazioni del calciomercato. Che, in verità, è più o meno sempre aperto anche quando è chiuso, ma quando entra nel vivo porta per forza di cose un po' di scombussolamento. Tanto più in tempi di stravolgimenti di regole, come sta accadendo al calcio dopo l'esplosione della pandemia di coronavirus. Tutti i contratti in scadenza al 30 giugno necessitano di un'attenzione particolare. E ogni singolo calciatore sta trattando il suo futuro prossimo distintamente dal proprio futuro. È il caso di Smalling, Mkhitaryan, Kalinic e Zappacosta, i quattro del mercato "furbo" di Petrachi. Almeno i primi due elementi sono diventati giocatori fondamentali dello scacchiere di Fonseca, per tutti e quattro la Roma ha trovato facilmente e presto l'accordo per il mini-prolungamento come concesso dalla Fifa per dar modo ai club di concludere in maniera più regolare possibile la stagione in corso nello strascico temporale causato dal Covid-19.

Per quello che riguarda il club giallorosso, poi, è il caso anche di Pedro. Lo spagnolo promesso sposo della società giallorossa ha accettato di prolungare (scadeva ieri il tempo) il rapporto con il Chelsea fino a fine stagione, poi sbarcherà nella Capitale. Il progetto di Fonseca, che vuole spostare l'asse terrestre giallorosso da un progetto giovani con qualche senatore a un mezzo instant team con giovani di talento dentro, lo ha convinto ad accettare la Roma già da un po' (biennale più opzione per il terzo anno a tre milioni più bonus), il discorso è virtualmente chiuso. Nei giorni scorsi si era paventato il rifiuto di Pedrito ad allungare la sua permanenza a Londra anche e soprattutto in attesa di una fumata bianca con la Roma. Che non c'è stata pubblicamente (per l'annuncio la società deve ancora organizzarsi ma non c'è fretta in questo senso) ma che c'è stata privatamente. Se giocherà o meno e quanto - il Chelsea gioca per accedere alla prossima Champions tramite la Premier League e tentare di ribaltare prima delle Final Eight di Lisbona il pesante parziale di 0-3 contro il Bayern - con la maglia dei Blues non è dato saperlo. Certo è che la Roma guarderà con molto interesse le prossime apparizioni del trentatreenne spagnolo da qui ad agosto.

Trattative in campo

Non solo prestiti e parametri zero, però. Perché nelle trame ufficialmente chiuse ma aperte del mercato sono vivi discorsi che investono la prossima stagione. Ci dice qualcosa in tal senso lo scambio Mkhitaryan-Kluivert da apparecchiare con l'Arsenal. Le ultime indiscrezioni giunte da persone vicine a entrambi i giocatori, che tra l'altro hanno il procuratore in comune (Mino Raiola), parlano di una distanza sulle valutazioni tra i due e i quattro milioni. La Roma vuole un conguaglio cash, vista l'età di Justin, a bilancio a circa 13 milioni. Si tratta. Ma nel frattempo si gioca, nella convinzione che tecnici e giocatori terranno le orecchie "tappate" e la testa e il cuore sul campo. E ci mancherebbe. Che a questo strano finale di stagione, prima o poi, ci faremo il callo.