Una clausola e un contratto. La somma fa Lorenzo Pellegrini. Il Capitano della Roma, prossimo protagonista con la Nazionale di Roberto Mancini all'ormai imminente Europeo. Ha un contratto con la società giallorossa in scadenza il trenta giugno del 2022, con tanto di clausola liberatoria, diciamo così, fissata a trenta milioni, sfruttabili, è bene ricordarlo, soltanto con il consenso del giocatore, consenso che da parte di Lollo non è mai stato preso neppure in considerazione.
Anche chi non è troppo pratico di dinamiche calcistiche, non fa fatica a capire come ci sia la necessità, da parte della Roma, di affrontare la questione del prolungamento contrattuale del suo Capitano, pena il rischio, tra dodici mesi, di doverlo salutare senza incassare un euro. Una possibilità, peraltro, che entrambe le parti non vogliono neppure prendere in considerazione, avendo l'intenzione di mettersi attorno a un tavolo per trovare un nuovo, prolungato accordo. Tra le parti, cioè il general manager giallorosso Tiago Pinto e il procuratore del centrocampista Gianpiero Pocetta, nelle passate settimane c'è stato più di un contatto. L'ultimo la settimana scorsa in cui, su precisa indicazione del calciatore, si è deciso di rimandare l'incontro finale a dopo la conclusione dell'Europeo. Scelta che il ragazzo ha preferito fare probabilmente per affrontare con la massima serenità possibile la rassegna continentale che per lui rappresenta il primo grande appuntamento internazionale vestito con la maglia azzurra.

La Roma è stata completamente d'accordo, consapevole della lealtà del giocatore che ha sempre detto e manifestato di voler proseguire con la maglia del suo cuore (e pure del nostro). Le intenzioni della società sono chiarissime. Spiegate nel dettaglio da Pinto in alcune dichiarazioni ufficiali in cui il general manager ha ribadito, a più riprese, di come Pellegrini sia considerato il simbolo della nuova società. Parole a cui non si fa fatica a credere, ma che poi rimangono fuori dalla stanza in cui, più o meno a metà luglio, le parti si incontreranno per parlare del nuovo contratto avendo come obiettivo quello del brindisi finale.

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La Roma punterà a ottenere due cose: la firma e la cancellazione della clausola da trenta milioni. Clausola che è esercitabile fino al prossimo trentuno luglio. Un rischio che la Roma è convinta di non correre, conseguenza anche dei ripetuti incontri dell'ultimo periodo. Pinto, quando sarà, offrirà a Pellegrini un prolungamento fino al giugno del 2026 a una cifra che non sarà inferiore ai tre milioni di euro, cifra che sarà arricchita da una serie di bonus legati a obiettivi di squadra e personali. Si dice, però, che il procuratore Pocetta potrebbe presentare una richiesta da quattro milioni netti a stagione. Insomma, come è normale che sia, ci sarà da trattare. Ma alla fine, ne siamo parecchio convinti, si arriverà alla fumata bianca.

Come succederà per il baby Ebrima Darboe. Ovvero la grande e piacevole sorpresa della parte finale della stagione con il ragazzo del Gambia promosso in prima squadra con tanto di cinque presenze (più una in Europa League) che ne hanno certificato un talento tutto da seguire. La pensa così anche la Roma. Tiago Pinto si è già incontrato con la procuratrice del ragazzo, Miriam Peruzzi. Tra le parti si è preso atto che c'è l'intenzione di continuare insieme, Darboe è assolutamente entusiasta di poter lavorare con Mourinho e continuare a sognare in giallorosso. Il ragazzo ha un contratto in scadenza nel giugno del 2023. Contratto da Primavera, guadagna circa cinquemila euro al mese. Che è uno stipendio che ci piacerebbe regalare al mondo, ma che nel calcio è poco più del minimo sindacale. La Roma al ragazzo offrirà un prolungamento fino al 2026 con uno stipendio che sarà perlomeno il doppio di quello di adesso. E il contratto di Zaniolo? Per quello che siamo riusciti a sapere, al momento non sono previsti incontri per prolungamento e adeguamento. Nicolò deve prima tornare a giocare come sa e poi non ci saranno problemi per trovare un nuovo punto d'incontro.