Ha firmato. Come si era capito già nella prima nottata di lunedì scorso. Mkhitaryan sarà un giocatore della Roma anche per la prossima stagione. Una, di stagione. Non due più opzione, come si era ventilato nel momento in cui, dal silenzio pessimista dell'armeno, si era passati, nel breve spazio di qualche ora, al beep della mail che santificava contatti riavviati, clima costruttivo, firma a un passo.

Così è stato. Il tutto ufficializzato poco dopo la chiusura della Borsa, da un comunicato: «La Roma è lieta di annunciare che Henrikh Mkhitaryan ha prolungato il contratto con il club fino al 30 giugno 2022». Cin cin, baci, abbracci e ricchi cotillons per un giocatore che in due stagioni ha messo insieme settantrè presenze e ventitrè gol.
Di fatto la conferma dell'armeno si deve considerare il primo acquisto dell'era Mourinho. Primo acquisto in tutti i sensi, anche se può suonare strano, visto che dopo i misteri dei giorni scorsi, la società ha fatto capire come di fatto, per arrivare alla firma sul rinnovo annuale, sia stato deciso di stracciare il contratto che sarebbe scaduto il prossimo trenta giugno. Contratto che prevedeva una clausola che al raggiungimento di un certo numero di presenze, gol e assist si sarebbe rinnovato per altri dodici mesi. Solo che, e questa cosa è venuta alla luce nella serata di lunedì, quella clausola era accompagnata da una seconda postilla messa per iscritto in cui si diceva che il rinnovo automatico sarebbe decaduto nel caso il giocatore avesse raggiunto il settanta per cento delle presenze nelle partite ufficiali (e l'armeno ha superato abbondantemente l'ottanta). Quindi era libero di poter andare via anche dopo la scadenza del trentuno maggio che era stata fissata sul contratto, data entro la quale l'armeno aveva la possibilità di salutare senza che la società potesse fare nulla per fermarlo.

E allora c'è stato bisogno di una nuova trattativa. In cui la Roma aveva raddoppiato la sua offerta, cioè due anni di contratto più un'opzione per un terzo a cifre superiori ai tre milioni più bonus previsti dal precedente accordo. L'armeno però, attraverso il suo procuratore Raiola che è il campione del mondo quando c'è da fare l'affare, alla Roma ha fatto sapere di preferire un nuovo accordo solo per un anno. La Roma ha detto va bene, ma chiedendo che non fosse inserita nessuna clausola per un rinnovo automatico. E allora il sì è stato trovato sulla base di circa quattro milioni più bonus. Mistero, per ora, sulle commissioni da garantire a Raiola che comunque, è giusto ricordarlo, dodici mesi fa non pretese nulla per l'arrivo del suo assistito a parametro zero.

Ci si potrebbe domandare come mai il giocatore abbia scelto di accordarsi solo per un'altra stagione. Un motivo può essere che tra dodici mesi si potrebbe ritrovare di nuovo a parametro zero con tutti i vantaggi del caso. Ci sta. Ma ci sta pure che, come si sussurra, la principale motivazione sia stata determinata dal fatto che Mkhitaryan vorrà verificare sul campo se sarà possibile ritrovare la migliore intesa con Mourinho con il quale ai tempi del Manchester United c'era stata più di qualche frizione.

L'annuncio del rinnovo dell'armeno è stato salutato molto positivamente un po' da tutti, a cominciare da Edin Dzeko che quando è stato ufficiale il rinnovo ha messo like e mani che applaudono, compresa anche la notizia apparsa sul nostro sito. La felicità generale ovviamente è stata anche quella dell'armeno: «In questi due anni la Roma mi ha conquistato, come squadra e come città, grazie all'incredibile passione dei tifosi. L'ambizione della società è molto alta e sono davvero orgoglioso di poter dare il mio contributo per affrontare le sfide che ci aspettano nella prossima stagione. Daje Roma». Parole sottoscritte e rilanciate anche dal general manager Tiago Pinto che in questa vicenda ha avuto un ruolo determinante: «Siamo felici che Mkhitaryan abbia deciso di proseguire la sua esperienza alla Roma. Come ha già dimostrato in campo, le sue qualità saranno importanti per aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi nella prossima stagione». Evviva