5 gol per scrollarsi di dosso la paura di vincere e soprattutto il fastidioso Sassuolo di De Zerbi che a forza di correre era passato avanti in classifica sfrecciando all'ora di pranzo. Ma con un secondo tempo ciclonico, nel corso del quale ha prima accelerato, poi si è pericolosamente fermata a riflettere e poi ha tracimato con 4 gol in venti minuti, approfittando dell'improvviso schianto del Crotone di Cosmi, la Roma ha riconquistato il settimo posto ed è tornata alla vittoria in campionato, segnando due volte con il trascinatore Pellegrini (e sono 7 le sue reti in campionato), due volte con il sempre più prolifico Mayoral (arrivato in doppia cifra in A: 10, in totale 17) e una con Mkhitaryan, che era a secco dal 31 gennaio. La Roma era arrivata all'Olimpico da ottava: a pensare a Natale, quand'era terza, o all'8 marzo, quand'era quarta, faceva impressione, ma è la realtà di una squadra incapace di dare costanza alle proprie potenzialità, ottimista, ma non convinta, generosa, ma non cinica, offensiva, ma non efficace. E l'inguardabile primo tempo di ieri aveva incarnato perfettamente gli ultimi due mesi della stagione di campionato. Le scelte di Fonseca andavano nella direzione stavolta di un 4231 con evidenti problemi ancora nelle transizioni e infatti è stato addirittura il Crotone ad avere le prime occasioni, con un paio di incursioni di Cigarini e Ounas con Simy. Per un po' la Roma ha rivisto le vecchie streghe di partite in cui la manovra offensiva si spegneva morbida addosso ai muri avversari e le transizioni rischiavano ogni volta di far male. Cosmi l'aveva studiata bene col suo 352 di discreta qualità, con Messias, Cigarini e Benali in mediana, Ounas e Simy davanti, Molina e Reca sugli esterni e i suoi tre centrali un po' macchinosi. La Roma faticava, con l'attenuante degli addirittura undici indisponibili: il portiere Pau Lopez, i difensori Calafiori, Fazio (messo ko ieri da una tonsillite), Smalling, Mancini (squalificato) e Spinazzola, i centrocampisti Villar, Veretout e Diawara, gli attaccanti Perez e El Shaarawy. La squadra in campo aveva invece assunto la forma del 4231, con Pellegrini alto sulla linea dei trequartisti Pedro e Mkhitaryan, con Borja Mayoral davanti, Darboe e Cristante davanti alla difesa (con il giovanissimo gambiano ad abbassarsi in prima impostazione tra i difensori), e Karsdorp, Kumbulla, Ibanez e il timido, troppo, Reynolds in difesa.
La Roma a poco a poco si è assestata e accesi i motori ha cominciato a mettere in apprensione Cordaz. Al 10° un bel dribbling di Pedro è stato stroncato da Cigarini al limite, a calciare è andato Pellegrini, bravo Cordaz a deviare in corner. Al 16° ancora il capitano sugli scudi a trovare il corridoio giusto per Pedro che sull'abbrivio ha saltato Cordaz, ma si è allargato troppo, e il portiere ha poi rimediato intercettando il successivo assist per Mkhitaryan. Sul successivo corner, la palla è carambolata ancora sull'armeno che s'è girato velocemente e ha preso il palo pieno, ma c'è il sospetto che fosse in fuorigioco. Al 19° su corner ancora di Pellegrini, Mayoral ha staccato bene, ma la sua inzuccata si è fermata stavolta sulla traversa. Al 22° ci ha riprovato Miky, trovando sulla traiettoria il piede di Cordaz, al 39° Pellegrini di sinistro ancora su Cordaz, al 48° Pedro di testa è andato poco sopra la traversa. Nel frattempo si era fatto male Reca, ma Cosmi ha atteso l'intervallo per cambiarlo ed inserire Rispoli. Stessa cosa per Fonseca che ha lasciato a riposo Ibanez negli spogliatoi, affaticato, e ha rispolverato Juan Jesus, che non giocava qualche minuto dal 21 febbraio, Benevento-Roma.
Sinistri presagi si allungavano sui giallorossi, costretti a giocare con una difesa davvero inedita con Kumbulla e Jesus centrali, Karsdorp e Reynolds esterni e il primavera Darboe a, si fa per dire, protezione. Ma alla prima incursione offensiva la Roma ha colpito: un'iniziativa di Pedro fermata sulla trequarti romanista ha spinto lo spagnolo a calciare velocemente la conseguente punizione con un lancio profondo a cogliere Mkhitaryan, con la prospettiva di un 2 contro 3 da giocare con l'altro spagnolo Mayoral, il quale è stato bravissimo ad anticipare i tempi sulla conduzione del compagno, ad andargli incontro e a sbattere in rete di prima di sinistro sul primo palo cogliendo impreparato Cordaz. Il vantaggio ha scosso il Crotone che nel primo tempo, a parte quelle due incursioni iniziali, non era comunque riuscito mai a tirare verso Fuzato, scelto a sorpresa al posto di Mirante. Poggiandosi soprattutto sulle sponde di Simy e sulla velocità di Ounas, la squadra calabrese ha creato un paio di occasioni con Benali (esterno della rete) e con Messias (testa di poco a lato, e poi ancora due volte con Simy, con Cigarini e infine con Ounas a seminare Darboe e Jesus ma calciando alto. Fonseca ha tolto allora Reynolds per inserire Santon e Pedro per rimettere in campo Pastore, ruolo su ruolo. Il Crotone ha cominciato ad accusare lo sforzo, Mayoral ha quasi indotto Golemic all'autogol (bravo Cordaz). Poi improvviso, su fallo laterale ben battuto da Santon in area verso Pellegrini, il capolavoro del capitano, con lo stop morbido ad ingannare proprio Golemic e gran tocco a giro sul secondo palo. Altri tre minuti ed è arrivato il bis di Lorenzo, con sventola di sinistro su assist di Mkhitaryan da fuori area sul primo palo. La partita è finita qui perché il Crotone si è completamente arreso, Fonseca ha inserito allora anche Bove (per Darboe) e Zalewski (per Cristante) abbassando Pellegrini a disegnare calcio in mediana e a lanciare nel vuoto Karsdorp al 33°, bravo a non tirare ma a servire sul secondo palo Mkhitaryan per il 4-0 a porta vuota. Infine giusto al 90° Zalewski ha ben controllato un pallone e servito nel corridoio Mayoral che ha avuto ancora la forza di scattare e calciare forte col destro, ingannando ancora Cordaz per il 5-0 finale.