Gli indizi cominciano a essere parecchi. Sommandoli poi alle indiscrezioni su altri sospettati per sedersi sulla panchina della Roma, il risultato è un nome e un cognome: Maurizio Sarri. Come possibile, probabile, di sicuro oggi favorito per diventare il nuovo allenatore in giallorosso.

Nei giorni scorsi voci di dentro da Trigoria, parlando con il portoghese di Tiago Pinto, avevano fatto sapere che la decisione per il tecnico che sarà, sarebbe stata presa (difficile però che sarà subito ufficializzata) dopo la partita contro l'Atalanta. In pratica nel prossimo fine settimana. Scelta, peraltro, che di fatto non escluderebbe neppure Paulo Fonseca che resta l'allenatore della Roma fino a prova contraria. La possibilità che il contrario comunque si materializzi, è però molto, molto, molto alta. Se non altro per una semplice considerazione. Dal settembre scorso si parla di un nuovo allenatore per la Roma, abbiamo visto pure i classici schemini di come sarebbe stata la Roma di Allegri (all'epoca andava molto di moda). Voci che si sono ridimensionate, rimanendo sotto traccia, soltanto per alcuni mesi, per poi riesplodere, come sappiamo, da qualche settimana a questa parte, in coincidenza con i risultati non esaltanti in campionato che hanno allontanato definitivamente o quasi la possibilità di raggiungere il quarto posto. Ovvero la qualificazione ai gironi di Champions che, se raggiunta, garantirebbe al tecnico portoghese l'automatico rinnovo per un anno del suo contratto (cosa che avverrebbe in caso, auspicabilissimo, di vittoria in Europa League che garantisce il diretto ingresso in Champions pure come testa di serie). Bene, nonostante queste voci, la Roma in questi mesi non ha mai fatto una dichiarazione pro Fonseca.

Quindi, in ogni caso, anche con Coppa in mano, le impressioni, e pure qualche cosa di più, che filtrano da Trigoria e viale Tolstoj è che si cambierà. E i Friedkin, pur non avendo mai fatto filtrare nulla, avrebbero già deciso di affidare il loro progetto a un tecnico in grado in qualche misura di accendere la fantasia dei tifosi giallorossi (ieri strafelici per la posizione ufficiale della società a proposito della Superlega).

I nomi in ballo sono principalmente due: Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri. Non necessariamente in questo ordine, anzi. Anche perché quello che va in onda sulle frequenze della misteriosa radio mercato, fa sapere che Allegri avrebbe definitivamente risposto no alle avances giallorosse. Detto che per dire no le avances devono esserci state, le indiscrezioni di radio mercato aggiungono pure che il tecnico toscano fermo da due anni (uno pagato comunque dalla Juve), nelle ultime settimane avrebbe avuto contatti piuttosto ravvicinati almeno con due club. Uno da Superlega, cioè la sua vecchia Juventus, un altro no, ovvero il Bayern Monaco. Per Allegri costituiscono due sirene a cui è difficile dire no. Alla vecchia signora per una specie di rivincita dopo che è stato messo alla porta nonostante avesse vinto cinque scudetti in altrettanti campionati, svariate coppe nazionali e raggiunto due finali di Champions. Discorso diverso, ma comunque lusingante, si deve fare per il Bayern Monaco, uno dei club migliori al mondo, dominatore in Bundesliga come la Juve (fino a quest'anno) in Italia, società oltretutto che ha avuto il buon gusto e l'eleganza di rifiutare la sirena della Superlega che peraltro pare proprio che stia già morendo.

E allora, Maurizio Sarri che, sia chiaro, non deve considerarsi una seconda scelta. Le voci di contatti con il tecnico, negli ultimi giorni si sono molto infittite. Voci, inoltre, che raccontano di come Sarri avrebbe risposto dicendo di considerare la Roma già una squadra con una rosa importante, che ci sarebbe bisogno di sfoltire la rosa (anche se un paio di prestiti come Florenzi e Under non gli dispiacerebbe averli alle sue dipendenze), ma che in entrata con due-tre acquisti giusti nei ruoli giusti, si può cominciare a costruire una Roma importante (anche se per noi la Roma è importante a prescindere). Il toscano avrebbe spiegato, però, che prima di poter dare una risposta definitiva ha bisogno di risolvere il suo legame con la Juve che ha un'opzione unilaterale per rinnovargli il contratto fino al 2022. In caso contrario Agnelli (ma sarà ancora il presidente bianconero?) deve pagare oltre due milioni.

Dopo le voci, poi, sono arrivati anche i fatti. Ovvero le indiscrezioni che volevano il procuratore di Sarri, Ramadani, presto in Italia, ieri sono state confermate dall'imminente arrivo del procuratore sul suolo italico. Arricchite dalla più che concreta possibilità che, nel suo tour italiano, farà tappa anche a Trigoria per incontrare Tiago Pinto con cui già a Milano, durante il mercato invernale, ha avuto un incontro di lavoro. Quando a Trigoria? Sicuramente dopo la partita con l'Atalanta. Ci siamo spiegati?