Settimana piena per Lorenzo Pellegrini, quella che si appresta a finire con la ripresa del campionato alla vigilia di Pasqua. Sospeso fra i soli colori che ama indossare, azzurro e giallorosso, con quello sprazzo di neroverde che ha tinto i suoi primi passi da professionista e che ora si trova dal alto opposto della barricata. Fra passato e presente, per Lorenzo c'è stato spazio anche per un po' di apprensione (la botta in allenamento che per qualche ora ne ha messo in dubbio la presenza) prima della soddisfazione della titolarità in Nazionale, la numero 17 che lo tiene a una sola lunghezza dalla leggenda romanista Francesco Rocca. E ancora ansia subito dopo aver affrontato la Lituania, per il focolaio nello staff italiano che ha costretto tutti i rientranti dal ritiro azzurro a continui tamponi. La stessa squadra è finita in bolla negli ultimi due giorni di preparazione alla gara di questo pomeriggio. Oggi però torna a parlare il campo, dopo due settimane non facili. La Roma è reduce da un doppio ko che ha complicato maledettamente la corsa alla qualificazione in Champions. E nel frattempo i giocatori che nei programmi pre-sosta avrebbe dovuto recuperare prima della trasferta di Reggio Emilia, sono rientrati solo in parte: Cristante sì, Veretout nì, Mkhitaryan e Smalling ancora no. Considerando che anche Dzeko non vive il suo momento di massimo splendore, è sulle spalle di Lorenzo che graverà il peso della conduzione del gruppo verso l'unico risultato possibile per restare in scia delle prime, la vittoria. Con un ulteriore stimolo: la voglia di rivalsa nei confronti della squadra di De Zerbi dopo la pesantissima sconfitta della scorsa stagione al Mapei e il pari denso di recriminazioni in questa all'Olimpico. Poco più di un anno fa il Sassuolo rese ai giallorossi lo stesso risultato dell'andata, un 4-2 senza appelli, anche con andamento simile ma a parti invertite (primo tempo dominato e largo vantaggio già in cassaforte). E di quella tremenda nemesi fu simbolo proprio Pellegrini, autore di ben tre assist nella Capitale ma espulso da Pairetto in Emilia, sia pure dopo aver fornito a Dzeko un altro passaggio decisivo per la rete di un'illusoria rimonta. Peraltro contro la sua ex squadra il numero 7 è stato spesso protagonista, molto più nel bene che nel male, a partire dal gol realizzato nel primo incrocio. Ma nell'ultimo ha dovuto assistere anche lui impotente allo scempio perpetrato dalla coppia Maresca-Guida fra campo e Var. Una serie infinita di errori e orrori, che ieri sono stati ripresi anche nel confronto fra Rocchi e i romanisti. Al colloquio Lorenzo non ha assistito per precauzione post-focolaio, mentre attendeva i risultati del tampone (negativo). In cambio sarà al suo posto oggi, lì nel mezzo, dove le assenze lo faranno abbassare. Ma solo come posizione in campo. Perché per il resto serve elevarsi e nessuno meglio di un Capitano tifoso può saperlo.