Il dubbio già ce l'avevamo. Ora è diventato un po' più dubbio. Ovvero: Lorenzo Pellegrini è meglio farlo giocare trequartista o centrocampista, lì, in mezzo al campo, in coppia con un altro mediano? Il dubbio, come dicevamo, è diventato ancora più dubbio dopo aver visto i novanta minuti più recupero (infinito, abbiamo temuto per le nostre coronarie) di ieri contro il Genoa. Con Veretout in infermeria (speriamo ne possa uscire dopo la prossima sosta), Fonseca ha scelto il Capitano per affidargli i compiti che di solito svolgeva (bene) il francese. C'era da aspettarselo. Visto che in passato quel ruolo Lollo lo ha ricoperto più di una volta. E, pure, perché tra gli altri centrocampisti a disposizione, Cristante serviva per ridimensionare l'emergenza difensiva, Diawara e Villar non sono quelli che oggettivamente possono garantire per caratteristiche il lavoro che ha sempre svolto Jordan. E Pastore preso per fare il centrocampista? Meglio lasciar perdere.

Dunque, Lollo in mezzo al campo. Dove ha giocato una partita totale, novanta minuti pieni di belle cose (presente quel tacco in aerea per Mayoral, roba che solo pensarla può dare la dimensione di un calciatore?), centrocampista completo, quello che gli inglesi chiamano box to box, novanta metri di campo coperti al motto chi si stanca prima? Non lui, il Lollo de' noantri, giocatore che da queste parti continua ad avere detrattori che masticano poco di calcio. Poi se lui commette lo sbaglio (perché sbaglio è stato) di postare una foto con gli auguri per un giocatore della Lazio e compagno in azzurro, apriti cielo, la volgarità dei leoni da tastiera diventa insopportabile. Un fatto, quello degli auguri a Immobile, che noi siamo sicuri abbia avuto il suo peso nei pensieri di Pellegrini nelle settimane scorse. Soprattutto dopo quello striscione firmato da alcuni tifosi che lo disconoscevano da Capitano della Roma. E per lui, romano e romanista, quello striscione, potete scommetterci, è stato un colpo al cuore difficile da metabolizzare. E crediamo che quello striscione, nelle precedenti partite, sia entrato in campo insieme al nostro numero sette condizionandolo nel rendimento che ha avuto un calo evidente anche a quelli che gli vogliono bene. Non vuole essere una giustificazione, un calciatore di personalità deve andare oltre certi episodi, ma una semplice constatazione per un giocatore che noi continuiamo a ritenere il presente e il futuro della nostra Roma.

Ce lo ha dimostrato anche contro il Genoa, gestendo i novanta minuti meglio di qualsiasi altro calciatore, presente nella fase difensiva, ancora decisivo in quella offensiva con quel calcio d'angolo che è andato a cadere giusto giusto sul capoccione di Mancini per il gol partita, altri tre punti, si continui l'inseguimento alla Champions League. Centrocampista completo, insomma. Che poi è il ruolo con cui è cresciuto nel settore giovanile di Trigoria, interno di centrocampo con una certa predisposizione al gol. Certo giocare a due è diverso che a tre, ma Pellegrini ha le qualità giuste per giocare lì in mezzo. Se non altro, nostra considerazione, perché ha più campo a disposizione per farci vedere le sue qualità tecniche, perché non ha paura a svolgere anche il lavoro di interdizione, perché le sue giocate hanno più possibilità di riuscire quando è più distante dalla porta avversaria. Cosa, peraltro, che non gli vieta, soprattutto come vice Veretout, di andare in verticale verso la porta avversaria e provare il tiro da fuori area, opzione oltretutto che la Roma sfrutta poco.

Il dubbio, insomma, c'è. Anzi, per quello che ci riguarda, noi Lollo lo vediamo in mezzo al campo, giocatore in grado di coprire tutto il rettangolo verde, capace di fare la differenza. In ogni caso, questa sua duttilità tattica, non può che essere un valore aggiunto per un giocatore a cui il ct della Nazionale Roberto Mancini non rinuncia mai. Al punto, come qualcuno ricorderà, di averlo fatto giocare in una partita di qualificazione agli Europei, anche da esterno offensivo (e Lollo fece gol). Pellegrini è un Capitano da tenersi stretto. La nuova società sembra averlo capito. Tanto è vero che, recentemente, attraverso le parole di Tiago Pinto, ci ha comunicato di considerarlo il ragazzo e il giocatore ideali per dare quel senso d'identificazione che è un elemento sempre importante nelle fortune di una squadra. Si dirà: e allora perché non gli è stato prolungato un contratto che è in scadenza il trenta giugno del prossimo anno? Succederà, potete giurarci. Il primo a saperlo è proprio Lollo con cui la dirigenza si è già confrontata più di una volta, ricevendo sempre le risposte giuste. È romano, romanista, vuole rimanere qui. Succederà, anche se il suo procuratore, in giro sta manifestando un certo disappunto per il fatto di non essere stato ancora convocato. Succederà. Perché uno come Lollo la Roma non lo vuole perdere.