Ma quanto era bello, trascinante, coinvolgente, commovente quello spicchio giallorosso nell'Olimpico torinese? Millecinquecento cuori, voci, mani (ma probabilmente erano un po' di più visto che al gol di Dzeko abbiamo visto parecchie persone alzarsi ed esultare anche nelle tribune) che hanno avuto il loro peso a spingere la Roma oltre l'ostacolo granata. E alla fine è stata una festa generale, degna conclusione di una giornata in cui la tifoseria giallorossa è stata impeccabile dal primo all'ultimo minuto di gioco, e pure dopo nell'attesa che potesse defluire dallo stadio.

Dicevamo impeccabile, come durante il minuto di silenzio iniziale in ricordo della tragedia genovese. Una tragedia che i tifosi romanisti hanno ricordato con tre striscioni («Vicini al popolo genovese», «Genova rialzati», «Con il cuore vicino a Genova»), parole alle quali non ci si può non unire. Poi è cominciata la partita durante la quale il tifo è stato continuo. Un po' di meno, per la verità, nel corso del primo tempo, ma solo per una questione climatica. Cioè molti tifosi di quello splendido spicchio giallorosso, sono stati costretti, causa temperatura africana, a spostarsi in cerca di un pezzetto di ombra per non rischiare di dover chiedere l'aiuto di un medico.

Nella ripresa, con l'ombra ormai arrivata, il tifo è stato costante e coinvolgente. In un crescendo che è diventato decisivo nell'ultimo quarto d'ora, quando i tifosi alla squadra hanno fatto capire che i primi a credere nella vittoria erano proprio loro e quindi bisognava seguirli. Detto e fatto. E al meraviglioso gol di Dzeko è stato il delirio. Con buona parte di quello spicchio giallorosso che sembrava volesse entrare in campo per festeggiare. Sensazione ripetuta al fischio finale con la squadra che è andata sotto il settore lanciando magliette e fascia di capitano.