Nell'era dei social un "like" non si nega a nessuno, o quasi. Ma se a manifestare il proprio gradimento pubblico su un post di mercato è l'agente del giocatore coinvolto, comincia a diventare un indizio. Se poi il procuratore risponde al nome di Ze Maria, il giocatore in questione è Alisson Becker e il famigerato post lo ritrae con una maglia della Roma che sfuma in una del Liverpool (quante lacune storiche in chi ha concepito l'immagine...), le tracce aumentano. Anche perché adesso l'offerta dei Reds c'è. Reale e non soltanto ipotizzata. Presente, non futuribile. E - quel che più conta - molto vicina a quanto richiesto dal club giallorosso come soglia minima per trattare il proprio portiere, ovvero 70 milioni. Ancora inferiore, fra parte fissa e variabile, la proposta del Liverpool, che invece garantirebbe circa 6 milioni annui al giocatore, facendo cadere ogni veto sulle sue preferenze. Al di là delle smentite di rito dall'Inghilterra. Dove sanno bene che potrebbero accogliere Alisson a breve. Non a brevissimo: Monchi sta valutando la proposta del club del Merseyside, ma senza fretta. Anche per dare modo al Chelsea di rilanciare.

Il debole di Sarri

Ad ora il destino del portiere sembra più vicino ad Anfield e tanto per non farsi mancare nulla ci ha pensato un'attrice americana quasi omonima del brasiliano (Alison Becker, senza doppia "s") ad aggiungere ulteriore pepe alla vicenda, annunciando un suo imminente viaggio proprio a Liverpool. Ma Alisson è molto più che una suggestione anche a Stamford Bridge. Con Courtois sempre più vicino al ritorno a Madrid - ma su sponda Real - i Blues sono alla ricerca di un portiere di alto livello, che Sarri riconosce nel romanista. L'ex tecnico del Napoli ha un debole per il brasiliano da tempi non sospetti. In odore di cessione dalle parti di Londra Ovest c'è anche Hazard e il (cospicuo) gruzzolo derivante dalla doppia uscita belga permetterebbe al club di Abramovich di sferrare la sua offensiva. Una proposta concreta del Chelsea scatenerebbe una vera e propria asta su Alisson, costringendo lo stesso Liverpool a rilanciare.