Una volta c'era il generale inverno. Ora, perlomeno dalle parti di Trigoria, c'è il generale tempo. Nel senso che Alisson sul mercato, ha una data di scadenza. Variabile, comunque una data di scadenza. Come ieri ha sottolineato il direttore sportivo Monchi durante la conferenza stampa di presentazione di Cristante. «C'è un tempo per tutto, è logico» ha risposto a chi gli chiedeva di fare il punto sulla situazione del portiere. Come a dire, ok, noi ascolteremo eventuali offerte che per ora comunque non sono arrivate, ma a un certo punto il tempo sarà scaduto.

Quando la scadenza?

Crediamo di non sbagliare troppo, pensando che la data di scadenza dell'attesa di offerte per il brasiliano, sia tra la fine di questo mese e la conclusione della tournèe negli Stati Uniti (ultima amichevole il sette agosto contro il Real). Più probabile la fine del mese che i primi di agosto. Del resto il campionato quest'anno inizierà il diciotto agosto, ritrovarsi senza portiere titolare a dieci giorni dal via ufficiale della stagione, sarebbe improponibile considerando pure che a quel punto andare ad acquistare un altro estremo difensore (Areola) vorrebbe dire sentirsi sparare il doppio del reale valore. Per chi vuole il brasiliano, quindi, ci sono ancora una ventina di giorni, dopo il rischio che il tempo scada sarebbe reale. E un altro giorno se ne è andato perché almeno fino a ieri sera a Trigoria, offerte tangibili e verificabili non erano arrivate. Si dirà: il Real almeno fino a ieri era in tutte altre faccende affacendato e il Chelsea (per il nuovo portiere dei Blues peraltro ieri è circolata la voce che vorrebbero prendere Pickford l'attuale numero uno dell'Inghilterra) dal canto suo non ha ancora fatto chiarezza sul futuro della sua panchina. Impossibile che i due maggiori pretendenti al cartellino di Alisson potessero concentrarsi su un'operazione d'acquisto così importante e onerosa. Vero, ma il tempo passa e si restringono i margini per una trattativa che di sicuro non sarebbe semplicissima. Oltretutto, sempre da Madrid, arrivano indiscrezioni che il Real non avrebbe nessuna intenzione di arrivare alla cifra minima richiesta dalla Roma per la cessione del suo portiere.

E se Alisson rimanesse?

Alisson è in vacanza con la famiglia. Ieri dopo qualche giorno di silenzio assoluto, attraverso i social è tornato a farsi sentire. «Non sempre vinciamo! Ora è il momento di riposare e ricaricare le batterie per la prossima stagione!» ha twittato da una località di mare. Il brasiliano ha concluso il suo Mondiale il sei luglio scorso, ha almeno tre settimane di vacanze da smaltire e questo vuole dire che si arriverebbe a fine mese, cioè quando la Roma sarà in tournèe negli Stati Uniti. È questo il tempo rimasto per acquistarlo. E alle condizioni della Roma. A Trigoria non c'è nessuna intenzione, tanto meno necessità di scendere a compromessi. A tutti i possibili acquirenti, è bene ricordare come, al di là delle dichiarazioni ufficiali, la Roma fin qui alle manifestazioni d'acquisto che in maniera più o meno indiretta gli sono arrivate, ha sempre risposto picche. Prima ai 60 milioni offerti da De Laurentiis, poi in seconda battuta ai 44 più una decina di bonus del Real Madrid. Sono cifre che indicano come la Roma stia mantenendo fede alla valutazione fatta per il cartellino del brasiliano, ovvero una cifra tra i settanta e gli ottanta milioni. Non si venderà a meno. Su questo da Trigoria filtrano certezze. Insomma, più passano i giorni e più aumentano le possibilità che alla fine Alisson resti in giallorosso almeno per un'altra stagione. Tra l'altro dal Brasile arrivano indiscrezioni che dicono come il portiere, nei prossimi giorni, sia intenzionato a rilasciare alcune dichiarazioni ufficiali sul suo futuro. A quel punto probabilmente capiremo qualcosa di più. La Roma dal canto suo non sarebbe per nulla impreparata ad affrontare la conferma del portiere. Per lui sarebbe pronto un contratto a oltre tre milioni di euro più bonus. Certo non i cinque del Real o i cinque e mezzo del Chelsea, ma andare a fare la spesa per la famiglia non sarebbe comunque un problema.