Arrivano (altr-)i dollari. Ieri la Roma ha annunciato l'intesa con il cosiddetto "Exclusive Training Kit Partner", in pratica l'azienda che pagherà per vedere il suo logo sulle divise di allenamento dei giocatori (e che avrà larga rilevanza anche negli spazi pubblicitari dei campi di Trigoria) e molto presto annuncerà anche quello con Hyundai che ha invece siglato l'accordo per i prossimi tre anni come cosiddetto "Back shirt sponsor", l'azienda che ha acquistato lo spazio pubblicitario sulle spalle della maglia giallorossa. Le cifre non sono ancora state ufficializzate, ma garantiranno alla società un ulteriore introito annuale per poco più di 7 milioni di euro che sommati agli oltre 13 garantiti dall'accordo con lo sponsor principale, Qatar Airways, fanno lievitare la cifra a 63 milioni di euro in tre anni, in pratica 21 a stagione. Una cifra impensabile fino a pochi anni fa (quando l'unico sponsor garantiva al massimo sei milioni a stagione) e che dà ragione alla strategia commerciale globale del club giallorosso che ha rifiutato per quasi cinque anni di trattare accordi su cifre ritenute non congrue. L'attesa ha dunque (stra)pagato. Basta farsi due conti: se la Roma avesse accettato le offerte giunte tra i sei e gli otto milioni annui, avrebbe fatturato fino a oggi una cifra tra i 30 e i 40 milioni, che così incasserà invece in un paio di stagioni, ma non avrebbe un valore globale commerciale così alto, in pratica tre volte tanto la cifra annuale rifiutata dopo il divorzio con Wind. In prospettiva, oro colato.

L'accordo con Hyundai è stato particolarmente elaborato perché dopo una sostanziale intesa c'era stato un rallentamento sulle cifre che i vertici del club non ritenevano ancora soddisfacenti soprattutto dopo l'annuncio dell'accordo sottoscritto dalla casa coreana con il Chelsea, a cifre che a Pallotta qualche voce maliziosa aveva sussurrato essere di molto superiori a quelle riconosciute alla Roma. Ma non era così. Peraltro il contratto con il club di Abramovich prevede la cessione di uno spazio sulla manica della shirt e non sulle spalle, come accadrà con la Roma.

Per quanto riguarda invece Betway sarà presente fino alla stagione 2020-21 sul materiale tecnico che la prima squadra utilizzerà durante gli allenamenti e beneficerà della visibilità sui campi di Trigoria, sui LED dello Stadio Olimpico, oltre a essere protagonista di contenuti esclusivi sui canali digital della società. Come racconta la Roma nel comunicato diffuso ieri, «lanciata nel 2006, Betway è una società di betting online su scala mondiale, che offre intrattenimento attraverso diversi marchi tra cui Betway Sportsbook, Betway Casino, Betway Vegas, Betway Bingo e Betway Poker. Opera su una serie di mercati digitali regolamentati e detiene licenze in Italia, nel Regno Unito, a Malta, in Danimarca, Spagna, Belgio, Germania e Irlanda». L'accordo è dei primi di luglio, al riparo dall'eventuale conversione in legge del cosiddetto decreto dignità (che impedirà alle aziende che promuovono scommesse sportive di fare pubblicità).

Kaitlyn Colligan, Director of Global Business Development and Commercial Operations di AS Roma, ha dichiarato: «Siamo lieti di annunciare Betway tra i nostri Main Global Partner. Betway è un marchio giovane e ambizioso con aspirazioni globali e siamo entusiasti di lavorare insieme per offrire ai nostri fan concorsi esclusivi e accesso al dietro le quinte di Trigoria». I giocatori della Roma inizieranno ad allenarsi nelle nuove maglie con il logo Betway già da questa estate, prima dell'inizio della nuova stagione. Il CEO di Betway, Anthony Werkman, ha dichiarato: «Siamo felici di collaborare con un club eccezionale come l'AS Roma, in quella che è la nostra prima partnership nel calcio italiano. La Roma ha una grande base di tifosi e speriamo che questo accordo triennale possa darci una buona visibilità nel corso delle prossime stagioni».