Abramovich ha ordinato: «Prendetemi Alisson». E allora l'affare si fa serio. Perché la storia dice che quando il proprietario del Chelsea si mette in testa una cosa, difficilmente non la ottiene. L'ordine, peraltro, è diventato subito operativo. I Blues che stanno per annunciare Sarri e dare il benservito (in cambio di una decina di milioni) ad Antonio Conte, sono disposti ad accontentare le richieste della Roma per il suo numero uno, ovvero non meno di settanta milioni. Il trasferimento del brasiliano a Londra, innescherebbe un giro di portieri che coinvolgerebbe Roma, Chelsea, Real Madrid e Psg.

Incontri e sfuriate

Dopo un primo contatto nei giorni scorsi tra Chelsea, procuratore di Alisson, emissario della Roma, ieri sarebbe andato in scena (pare a Milano o dintorni) il secondo atto della vicenda. Con Fali Ramadani, ormai diventato l'uomo mercato del Chelsea, di nuovo faccia a faccia con un rappresentante giallorosso. Cioè Stefano Castagna. Anche se il dubbio che ci sia stato proprio lui c'è, visto che Marina Granovskaia, il vero braccio destro di Abramovich, nei giorni scorsi avrebbe avuto discussioni piuttosto animate con lo stesso Castagna e Monchi.

Motivo? Perché recentemente, da Roma, gli erano arrivati dei messaggi da parte di alcuni giornalisti che l'avrebbero mandata su tutte le furie (e pare che quando Marina si arrabbi, le sfuriate raggiungano vette che lasciano senza parole). In ogni caso, il Chelsea è intenzionato a prendere Alisson con tutta la forza dei suoi soldi. E a questo proposito, in tempi recenti, il club londinese ha avuto un prolungato incontro anche con il procuratore del brasiliano, Ze Maria. Incontro in cui è stato offerto ad Alisson un rilancio rispetto allo stipendio che gli aveva offerto il Real Madrid, cioè cinque milioni netti a stagione per sei anni. Il Chelsea avrebbe aumentato l'offerta a cinque milioni e mezzo per cinque anni, garantendo, pare, anche un premio di cinque milioni in caso di riuscita della trattativa. Offerta, pare pure qui, che avrebbe avuto un certo effetto nell'entourage del portiere.

Porte girevoli

L'eventuale cessione di Alisson è evidente che innescherebbe un giro di portieri. Perché il Real è in cerca di un numero uno, la Roma ne avrebbe bisogno e Areola, nonostante le parole del Psg che lo ha dichiarato incedibile, non ha grande voglia di fare il vice di Buffon che entro pochi giorni sarà ufficializzato dall'emiro. La chiave per chiudere il cerchio potrebbe essere Courtois. Vuole tornare in Spagna, meglio ancora Madrid, ha un anno di contratto con il Chelsea e non ha intenzione di prolungare. E il Real potrebbe garantire trentacinque-quaranta milioni (il cash stanziato per Alisson a cui Florentino Perez aveva aggiunto il cartellino di Kovacic) al club di Abramovich che sarebbero la base necessaria per arrivare ai settanta (più bonus) richiesti dalla Roma per Alisson. È un domino, insomma, in cui quando si muoverà la prima pedina, le altre seguiranno di conseguenza. Con la Roma, sempre nel caso che arrivino i soldi, che andrebbe sul mercato con una disponibilità di non meno di settanta milioni (non includendo altre eventuali cessioni).

Con quei soldi, la Roma andrebbe acquisterebbe un esterno alto, forse due, e un portiere.