Missione compiuta: la Roma convince, vince, stacca tutte le rivali nel girone A di Europa League (per il secondo posto allo Young Boys basterà non perdere in casa con il Cluj all'ultima giornata, con la Roma in gita a Sofia) e dà una prima risposta a chi temeva ulteriori ripercussioni dopo la sconfitta di Napoli. La seconda (risposta) dovrà arrivare tra un paio di giorni, nel confronto di campionato con il Sassuolo. Ma la soddisfazione per il bel cammino europeo resta ed è tangibile dopo il 3-1 agli svizzeri raggiunto grazie all'ormai consueto guizzo da centravanti di Borja Mayoral, da una prodezza del giovanissimo Calafiori e dal sigillo finale del redivivo Dzeko, a chiudere una rimonta che ha vissuto l'antefatto nel vantaggio a sorpresa di Nsamé poco dopo la mezz'ora del primo tempo. Prima dell'intervallo era arrivato il pareggio dello spagnolo, poi nella ripresa la Roma ha dilagato, approfittando del tentativo degli svizzeri di rialzare il baricentro per provare a vincere la partita.

Nel primo tempo alla Roma non erano bastate sette palle-gol (a una) per andare all'intervallo in vantaggio. Perché in quell'unico sprazzo degno di taccuino, Nsamé si è ritrovato prima alle spalle di Cristante che non ha azzeccato il tempo del posizionamento sulla palla chiaramente scoperta gestita dalla difesa svizzera, e poi, nell'uno contro uno successivo, ha tentato un ingenuo intervento col piede sinistro sull'avversario che ha spostato la palla in tempo per saltarlo netto e battere poi Pau Lopez inutilmente proteso in uscita (in inefficace postura, peraltro). Episodio a parte, null'altra si poteva rimproverare alla Roma, se non una certa sciatteria nelle conclusioni, tale da vanificare l'enorme messe di occasioni create. Lo schieramento è stato il solito, col 3421 con la stessa difesa di Napoli (quella dopo l'uscita di Mancini, con Ibanez, Cristante e Juan Jesus), il doppio regista a metà campo con Diawara più basso e Villar con maggiori licenze offensive, con gli intraprendenti Peres e Calafiori sulle fasce (che bravo il ragazzino a sinistra e che serenità nelle giocate), e con il tridente tutto spagnolo davanti, con Pedro (unico confermato rispetto a Napoli con i tre difensori, preferito inizialmente a Pellegrini e Mkhitaryan) e Perez a supporto di Borja Mayoral, sempre più inserito nell'insieme giallorosso. Scelta a specchio per i gialloneri di Seoane, con tre difensori abbassati alle spalle dei due terzini, due centrocampisti poco mobili (Rieder e Aebischer) e tre uomini offensivi (Ngamaleu e Fassmacht dietro Nsamé).

La Roma è partita fortissimo con un esterno sinistro di Calafiori che ha sorpreso l'esperto Van Baalmoos, ma è uscito molto vicino al palo più lontano. All'8' Peres si è impadronito di un pallone da calciare dal limite per una punizione decretata dal sicuro croato Jovic e l'ha calciato bene, costringendo il portiere avversario al tuffo in corner. Al 14' Pedro ha perfettamente pescato Perez in percussione offensiva, ma il mancino ha tirato male di sinistro solo davanti al portiere, cercando un tocco di esterno che ha allontanato la palla dal palo invece di avvicinarla. Al 16' ancora Pedro ha impegnato il capitano svizzero, mentre al 18' è stato Mayoral a costringerlo in tuffo, poi al 27' Lafort ha impedito un gol fatto su Pedro ormai solo dopo una bella percussione tra Mayoral e Perez. Al 34' il già descritto vantaggio svizzero, al 43' i prodromi del pareggio con un bel triangolo Calafiori-Mayoral con tiro finale del mancino di destro, inevitabilmente morbido. Al 44' il pareggio, grazie ad un altro spunto di Perez per Pedro in area, gran parata di Van Baalmoos e successivo tap-in di Mayoral di testa a porta vuota, con carico di gagliarda esultanza.

All'inizio del secondo tempo è cominciata la gestione di Fonseca che ha lasciato al caldo Ibanez e Pedro e inserito Spinazzola (schierato da centrale di destra) e Mkhitaryan. E subito l'armeno è stato protagonista di un affondo su assist di Villar, con sinistro deviato in tuffo in corner dall'attento Van Baalmoos. Al 14' il gol più bello della serata, originato da una punizione da sinistra di Perez respinta di testa da Lefort e maldestramente allungata da Aebischer e gran sinistro di controbalzo da 20 metri di Calafiori che s'è infilato giusto nel sette, scatenando l'esultanza del ragazzo che prima ha baciato la maglia poi ha corso per il campo inseguito dai suoi compagni festanti, contenti per il primo gol da professionista del giovane compagno di squadra. A risultato acquisito sono arrivati altri tre cambi: Dzeko per Mayoral e Pellegrini per Villar, senza variazioni tattiche, e poi Fazio per Cristante, con Spinazzola che si è spostato da centrale di sinistra e Juan Jesus, sempre disinvolto, che si è messo al centro.

Cambi anche per Seoane che dopo aver inserito Sierro per il promettente Rieder (classe 2002, uno da seguire), ha mandato in campo il figlio d'arte Gaudino per Aebischer e Elia per Garcia, riportando la squadra al più conosciuto 442. Mambimbi (2001) per Ngamaleu e Siebatcheu per Nsamé hanno poi rinvigorito l'attacco (con il baby vicino al gol dopo un'azione personale in cui aveva anche saltato Fazio), ma subito dopo, al 36', è arrivato il gol del definitivo 3-1 su una bella percussione a destra tra Peres e Perez - nata da un disimpegno di Dzeko a metà campo - con cross finale del brasiliano, allungato di testa da Zesiger a centroarea, giusto sul piatto destro di Edin che, invece di scegliere la botta ad occhi chiusi, ha provato a piazzare al volo cogliendo di sorpresa il portiere dello Young Boys. Gol numero 4 in stagione (come Mayoral), 20 in Europa League e 110 in assoluto, tra coppe e campionato. Ora sembra pronto per il Sassuolo. Da citare nel finale anche l'espulsione di Camara per un assurdo fallo di reazione su Mkhitaryan dopo un contrasto di gioco: furioso, il guineano è stato calmato e portato fuori dal campo dal connazionale Diawara.