Titolare, in fiducia, in forma spumeggiante. Leonardo Spinazzola ha iniziato alla grande la sua seconda stagione in maglia giallorossa. La partenza di Kolarov, che in parte lo "chiudeva" sulla corsia sinistra del campo, lo ha promosso a prima maglia da assegnare da quella parte, salvo turnover, come accaduto a Berna nella gara d'esordio contro lo Young Boys, o acciacchi fisici. Già, quelli che talvolta per partito preso e per troppo tempo sono stati l'etichetta appiccicata dai maligni e i superbi a Leo da Foligno. Inevitabilmente la mente va a gennaio 2020. Siamo poco prima della pandemia, l'Inter e la Roma concretizzano lo scambio con Matteo Politano (romano e romanista): si è appena rotto il crociato per la prima volta Zaniolo e alla Roma serve un sostituto in quel ruolo, Spina vista anche la presenza del serbo di cui sopra gioca più a destra - dove aveva salutato anche Florenzi - che a sinistra (a fine stagione si conteranno 14 presenze da esterno destro e 18 sull'altra fascia tra 4-2-3-1 e 3-4-2-1).

La fascia destra, una cosa che, pur essendo di piede preferito, non ama tanto fare e lo fa presente anche a tecnico e direttore sportivo. Così si ipotizza e si accorda uno scambio nonostante le recenti tensioni dell'estate precedente per il caso Dzeko. Addirittura Leonardo prende l'aereo per Milano e Matteo per Roma. Poi, tra una visita medica e l'altra, Marotta stoppa la trattativa, altro bisticcio con la Roma e salta tutto con l'Inter. Spinazzola torna nella Capitale, sdrammatizza e pensa solo al Genoa, l'avversaria della Roma di lì a poche ore. Gioca e va pure in gol (cioè propizia l'autorete di Biraschi) e si toglie un sassolino dalla scarpa a fine gara: «È una follia dire che un Nazionale che ha girato per varie squadre e ora sta alla Roma, adesso sia rotto. Mi sono allenato anche da solo a Milano in palestra. Io deluso? Il direttore ha già parlato, non voglio andare oltre. Nella vita abbiamo tutto, sono fortunato, i problemi sono altri».

Ecco, Genova è stato un po' lo spartiacque dell'avventura di Spinazzola con la Roma. Da lì in avanti abbiamo visto un calciatore diverso. Dopo il lockdown ha giocato sempre, è diventato titolare, con qualche responsabilità in meno difensiva nel nuovo sistema con la difesa a tre. Non è un caso che è sempre tra i protagonisti (salta solo Juventus-Roma di fine campionato alla vigilia della gara di Duisburg con il Siviglia) dei dodici risultati utili consecutivi in Serie A (sul campo) della squadra di Fonseca. L'investitura di inizio stagione dopo la partenza di Kolarov l'ha reso ancora più "grande". E con una forma atletica smagliante Leonardo è diventato una certezza per Fonseca, risultando insieme a Theo Hernandez, che sfiderà domani sera a San Siro, il miglior terzino sinistro della Serie A. Si è ripreso la Nazionale, Mancini lo ha richiamato prima dell'inizio del campionato nella tornata delle nazionali di settembre (titolare 90' contro l'Olanda in Nations League e panchina con la Polonia) e nella seconda, quella di metà ottobre (titolare nuovamente contro gli orange per tutta la gara e a riposo contro Lewandowski e compagni a Danzica), risparmiandogli l'amichevole di Firenze con la Moldavia.

Fonseca a colloquio con Spinazzola e Dzeko @LaPresse

Paulo Fonseca ora punta forte su di lui, l'ha elogiato a più riprese in questo inizio di stagione. La recente positività al Covid-19 di Riccardo Calafiori, il baby romano che Spina deve aiutare a crescere e che rimarrà "dietro" e proverà a mettere in difficoltà il tecnico portoghese e a diventare ai suoi occhi un'alternativa valida, ha fatto sì che a Leo fossero richiesti un po' di straordinari. Ma Fonseca, che lo vede molto bene in questo momento, difficilmente ci rinuncia: quattro partite intere giocate in Serie A, l'unica mezza partita risparmiata è stata quella di Berna. Eppure l'andazzo della gara contro gli Svizzeri, la condizione non brillantissima di Karsdorp e l'ammonizione rimediata dall'olandese ha fatto ricredere Fonseca. Così nell'intervallo ha chiamato Spinazzola e gli ha detto di scaldarsi e entrare per cambiare la partita (insieme agli altri big poi subentrati nel corso del secondo tempo). Spinazzola, così, ha acceso il motorino, slalom, doppi passi, discesa libera. Sembra volare adesso l'ex Atalanta e Juve. Sembra tornato il giocatore che abbiamo apprezzato prima degli intoppi fisici e che ne avevano fatto un prospetto dal sicuro avvenire. Ma siccome non è mai troppo tardi nel calcio, Leonardo non ha mai perso il sorriso e il campo gli sta dando ragione.