Sì, d'accordo che è un momento buio e non soltanto per il clima improvvisamente autunnale che ha spezzato di botto la coda dell'estate romana e romanista. La Roma è in difficoltà, da tutti i punti di vista, tra ritardi sul mercato e caso il Diawara di Verona. Ma come sempre la ruota del calcio gira e così, fatalmente, arriva l'occasione Juventus allo stadio Olimpico. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, una partita di quelle che, come si dice nel calcio, motiva da sola. I poveri tifosi, costretti sul divano dal Covid e dalla lenta riapertura, sicuramente. Ma tutto l'ambiente in generale. O così dovrebbe essere. Chissà come la penserà Edin Dzeko, protagonista della telenovela di mercato che si è conclusa (per ora) con la permanenza (per ora) del cigno di Sarajevo nella Capitale. Per la gioia di gran parte dei tifosi romanisti, quelli che antepongono le ragioni di stato (meglio avere dalla propria parte un calciatore forte, a prescindere) con quelle più radicali del tifo (un giocatore pronto ad andare alla Juve deve come minimo farsi perdonare).

Per la gioia, anche, della propria famiglia e di chi gli consigliava di pensarci bene prima di dire addio alla Capitale e che però avrebbe appoggiato qualunque scelta (anche quella di trasferirsi nella nebbia piemontese) in cambio della felicità di Edin. Uno stress psicologico che Dzeko, che dopo questa estate si era convinto a cambiare maglia, da professionista (più che ben pagato) saprà superare, in attesa magari di qualche confronto in più, magari subito dopo l'attuale quiete dopo la tempesta. Con il club e con l'allenatore. Tanto più che il suo ruolo è quello di capitano della squadra. Una situazione non facile, ma si dice che uniti si vince e un po' di unità è quello che i tifosi della Roma, stanchi di continue problematiche legate davvero a ogni aspetto (tecnico, societario, burocratico), si augurano. Ma ci sarà la voglia di stringersi un po'? Chissà anche cosa ne pensa Paulo Fonseca, sul quale costantemente si gettano ombre da più parti e la cui vicenda ricorda per certi versi quella di Pioli nella scorsa stagione al Milan. Riuscirà a ricompattarsi la Roma? Intanto domenica c'è la Juve e servirà compattezza in campo e fuori. Poi la sosta aiuterà a rimettere in ordine casa. Con i proprietari sempre sul pezzo e desiderosi di cambiare rotta quanto prima.

Intanto a Trigoria visi distesi in vista della difficile gara di domenica contro la Juventus, nonostante siano ancora numerosi i dubbi di formazione da sciogliere. Ma con un Dzeko in più. Almeno teoricamente. Il bosniaco, che ieri si è rilassato in famiglia, come testimoniato da una foto postata sui social dalla moglie Amra, con la nuova arrivata Dalia, avrà ancora tre giorni per ricaricare le pile. Poi, presumibilmente in accordo con Fonseca, deciderà se essere o meno della partita. La sensazione, nonostante ancora la botta non sia stata metabolizzata, è che il giocatore difficilmente passerà un'altra gara in panchina o in tribuna se non a causa di ulteriori sviluppi negativi della vicenda, tuttavia al momento neanche ipotizzabili.

Se Edin sarà in campo, con la fascia al braccio, come se nulla fosse, Fonseca dovrà scegliere chi lo supporterà dal 1' alle spalle. A Verona con Mkhitaryan falso nove i trequartisti erano stati Pellegrini e Pedro, buttato nella mischia per necessità in non perfette condizioni ma maturo abbastanza da meritare un voto positivo al suo esordio. Lo spagnolo potrebbe partire dalla panchina, come sembrava nei programmi al Bentegodi prima del caos centravanti. Ma, attenzione: Diawara non è apparso al top con i gialloblù e mentre salgono le quotazioni di Villar per un inserimento a sorpresa, potrebbe invece essere arretrato Pellegrini accanto all'intoccabile Veretout. In questo caso il tridente offensivo sarebbe composto da Dzeko, Mkhitaryan e Pedro. Qualità, esperienza e trofei. Un trio che fa sognare i tifosi e che potrebbe essere una tentazione per Fonseca. In fondo a Roma arrivano i campioni d'Italia, già apparsi in condizione alla prima.