Non fanno più notizia le "chiuse" a Trigoria dei nuovi proprietari della Roma. Dan e Ryan Friedkin continuano a passare le giornate lavorative del loro primo soggiorno nella Capitale rispettivamente da presidente e membro del cda nel centro sportivo Fulvio Bernardini. Un'occhiata globale a tutta la galassia Roma con un nuovo vecchio quartier generale. Negli ultimi anni di gestione Pallotta, anche se l'ex patron non ci ha mai messo piede, la sede di viale Tolstoj era diventata centrale. In questi giorni romani dei Friedkin invece Trigoria è tornata il fulcro operativo: innanzitutto per stare vicini alla squadra. Anche ieri Dan e Ryan hanno assistito all'allenamento, ma al riparo dal clamore di telecamere, smartphone e macchine fotografiche.

Un profilo ben chiaro e definito, quello dei texani, all'insegna del non voler prendere la scena, con un imperativo: lavorare per immergersi nella realtà Roma. Si sono mossi con estrema riservatezza fin dall'inizio della trattativa, senza apparire in dichiarazioni ufficiali (che si contano sulle dita di una mano). Continuano a muoversi sotto traccia su tutti gli aspetti: dal mercato per rafforzare la squadra, affidato al Ceo Fienga, che ha riservato anche una sorpresa (l'arrivo di Kumbulla), al percorso stadio, con l'addio piuttosto inaspettato dell'uomo stadio per eccellenza, Mauro Baldissoni (ora se ne occuperà politicamente e strategicamente Dan e tecnicamente in Campidoglio un uomo che sceglierà Fienga), fino al monitoraggio di nuove sponde finanziarie: tradotto, possibili partner, più che soci di minoranza. Per intendersi, il gruppo non cerca nessuno, semmai è cercato. Non da Fahad Al Baker, però, c'è da registrare. Almeno per il momento. Secondo fonti vicine al kuwaitiano che aveva cercato di acquistare la Roma in estate, quando Friedkin già stava per chiudere, e che di recente aveva pubblicamente tenuto le porte aperte a un inserimento nel club, ad oggi Al Baker guarda solo alla Premier per investimenti nel calcio.

Poco si sa con certezza anche dei tanti movimenti in città e della logistica che gli imprenditori di Houston hanno in mente: dalla ricerca di uno o più uffici ad uso e consumo del gruppo (sono molto attratti dalle vie, anche quelle più famose, del centro storico e sono in trattativa per ottenere location di altissimo livello), al "toto-abitazione", già abbondantemente partito nell'agorà romana. Dove sarà la base dei Friedkin nella Città Eterna? Prematuro rispondere senza incappare in depistaggi. Quel che già hanno capito è che in Italia le proporzioni sono ben diverse dagli States e dovranno optare per scelte pratiche. Anche se l'esordio nel nostro Paese è avvenuto a una certa distanza dalla Capitale, in un posto splendido come La Posta Vecchia, hotel di Ladispoli che ha ospitato i primi giorni italiani da presidente di Dan Friedkin e che è finito nelle cronache sportive dell'ultima settimana non senza un certo stupore.