Chissà che avremmo pensato se, un anno fa, qualcuno ci avesse detto che il titolo di un pezzo di questi giorni sulla Roma sarebbe stato sul tampone dell'amministratore delegato e le foto avrebbero ritratto il (futuro) presidente della Roma (e suo figlio) uscire dalla sede di Trigoria semicoperti da una mascherina nera. Corre veloce il mondo post Covid, cambiano le nostre abitudini e tra le notizie del giorno va registrata la negatività dell'esame svolto da Guido Fienga, che quindi da ieri è libero di uscire dall'isolamento temporaneo volontario cui si era costretto in seguito alla notizia della positività del presidente del Napoli. Dunque, l'agenda dell'ad è tornata a riempirsi nuovamente, nelle spire del vortice di cui è preda da quando in pratica quasi tutte le cariche sono state accetrate intorno alla sua figura.

Ci mancava l'addio (imminente, ma non ancora formalizzato) di Mauro Baldissoni, l'avvocato che ha ispirato l'acquisto della Roma di Pallotta e che ha vissuto il club dall'interno dall'inizio del 2011 e fino a oggi. A prescindere dai più recenti demansionamenti, Baldissoni conosce ogni singolo dettaglio della Roma e della società ed è stato fino a oggi il responsabile del progetto stadio: non sarà certo facile fare a meno delle sue competenze, ma la linea è ormai tracciata. Anche perché ad occuparsi direttamente del progetto - fanno sapere informalmente - sarà Dan Friedkin in prima persona, per quanto possa essere possibile che un imprenditore che fa base a Houston, in Texas, possa seguire un file così importante in conference call o attraverso qualche viaggio periodico. Si vedrà, magari nomineranno qualche nuovo manager oppure sarà il giovane Ryan a prendersi quest'altra responsabilità. Fretta del resto i Friedkin non sembrano averne: pare addirittura che prima della sindaca Raggi proveranno a vedere il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina che però stamattina è impegnato anche lui tra tamponi (alle 10) e Consiglio Federale (alle 12).

E quindi difficilmente riuscirebbe ad incastrare atri appuntamenti. Friedkin del resto ama le sorprese e non condivide volentieri la sua agenda. A Roma l'altro giorno è piombato all'improvviso senza che nessuno fosse stato avvisato per tempo.

Anche ieri ha trascorso tutto il giorno, con il figlio, a Trigoria, il centro sportivo che è diventato a quanto pare il suo ufficio prediletto visto che nella magnifica sede di viale Tolstoj non ha ancora messo piede. Ha visto tutto l'allenamento della prima squadra e per il resto si è immerso nel core business della sua nuova attività: meglio Trigoria, con i suoi campi, dell'Eur, più bello ma forse più asettico. Nella città si muove anche molto discretamente visto che nonostante la sua presenza non passi certo inosservata i suoi spostamenti non lasciano grandi tracce, e nessuno che riesca mai a strappargli nemmeno un «Forza Roma», così, solo per sentire la sua voce. A parlare ieri ci ha pensato invece Fahad Al-Bakr, l'imprenditore kuwaitiano che dopo essere stato in concorrenza con Friedkin per acquistare l'intero pacchetto azionario della Roma, a quanto pare sarebbe disponibile ad acquistare da Friedkin anche una quota di minoranza. Interrogato sul tema dal sito Siamolaroma.it, Al-Bakr ha risposto placido: «Nel futuro, se l'attuale proprietà cercherà soci, le nostre porte saranno sempre aperte». E il futuro, a quanto pare, è già arrivato perché ci risulta che contatti tra le parti siano già stati presi. Che poi la trattativa vada a buon fine nessuno può saperlo. Sabato, intanto, riparte la sarabanda del campionato. Speriamo che almeno Fonseca abbia tenuto ferma l'attenzione sul tema.