Il tempo stringe per Pallotta e soci e la prossima potrebbe essere una settimana importante per il cambio di proprietà. Non decisiva come dovrebbe risultare l'estate, ma qualcosa si dovrebbe chiarire. Movimenti negli studi che assistono il presidente della Roma ci sono. Goldman Sachs attende le offerte dai pretendenti in corsa, il cui numero si è ridotto da una dozzina di manifestazioni di interesse (sulla famosa data room a cui accedere per saperne di più sulla galassia AS Roma) a tre, al massimo quattro soggetti. Ieri sera il tweet dell'uomo d'affari kuwaitiano Fahad Al Baker, già protagonista a metà luglio di una dichiarazione in tv sull'interesse per un club italiano (poi mezza ritrattata sui social), che ha annunciato un'offerta a Pallotta (nessuna conferma diretta in merito) ha smosso la piazza, concentrata più che altro su Friedkin nelle ultime ore.

Il magnate texano, che ha completato la due diligence prima del Covid-19, è quello che maggiormente è uscito allo scoperto facendo due offerte formali (la seconda rifiutata in malo modo) e ritiene di essere solo nella corsa al club. Pallotta ha accolto con freddezza la possibilità di una nuova offerta da Friekdin (se non sarà più alta di 490 milioni difficile venga accettata), che tuttavia rimane, viste le tempistiche, molto accreditato all'acquisto della Roma. Perché la cosiddetta cordata sudamericana non si è ancora costituita nel soggetto abile a formulare un'offerta concreta e un altro paio di nomi, rimasti nascosti e appannaggio diretto del presidente e dei suoi stretti collaboratori, avrebbero bisogno di più tempo per questioni strutturali prima di tentare l'affondo decisivo.