Sul fronte della cessione societaria giornata interlocutoria, quella di ieri. Dopo il breve giallo della serata di mercoledì che qualcuno ha legato alla manifestazione di interesse di un fondo del Kuwait per rilevare il club da Pallotta, è arrivato qualche altro chiarimento.

La notizia di un'offerta presentata e accettata (sui 400 milioni di euro) per l'acquisto di «un club italiano» (che subito è stato associato alla Roma dopo le indiscrezioni del Romanista sulla "corsa a tre" worldwide per assicurarsi il club) era arrivata praticamente in concomitanza con la vittoria della squadra sul Verona in campionato su una tv araba che riportava le parole di Fahad Al-Baker, businessman del Kuwait, proprietario, insieme al fratello Bader, della "Winners International Trading".

Al-Baker aveva poi smentito direttamente sul suo profilo Twitter, insieme alle parole di Pallotta: «Non ho mai parlato con questo signore». «Non ho mai parlato di offerta, ma di manifestazione d'interesse per un club italiano - ha detto invece Al-Baker a Siamolaroma.it -. Conoscete le regole meglio di me, non posso fornire informazioni o rivelare l'identità del club in una fase preliminare della trattativa. Traduzione errata? Sì, mi ha creato imbarazzo nei confronti del soggetto con il quale mi sto interfacciando». Il club in ogni caso è di Serie A: «Sto aspettando delle risposte e spero di averle già nel corso della prossima settimana», ha concluso Al-Baker.

Intanto dal Sudamerica, dove coltiva interessi la cordata nordamericana con base a Los Angeles che avrebbe presentato a Pallotta l'offerta più appetitosa economicamente e che vorrebbe portare Cavani in giallorosso, l'ex Cagliari Dario Silva ha spento un po' gli entusiasmi parlando al programma radiofonico Taca la Marca su Radio Musica Television: «Non credo che possa arrivare a Roma, Cavani preferirebbe andare in Premier e viene accostato alle società inglesi».

Resta calda la pista Friedkin, che dopo i contatti con Vitek relativi al discorso stadio delle ultime settimane, nei prossimi giorni potrebbe presentare una nuova offerta da dentro o fuori per Pallotta, che in questo momento è pressato dai soci, che vorrebbero uscire prima della ricapitalizzazione.

Il magnate texano originario della California in un certo senso è il pretende più avanti degli altri, avendo di fatto completato una complessa due diligence sulla quale va più o meno solo aggiornato il prezzo. Che non è poco, ma non è nemmeno così tanto, dato che il tempo stringe per tutti. Ma, si sa, davanti al denaro non si possono escludere ribaltoni.