Tredici mesi fa la Juventus toglieva alla Roma l'erede designato di Kolarov, Luca Pellegrini, facendoselo dare, insieme a un lauto conguaglio, nell'affare Spinazzola. Oggi la squadra bianconera potrà restituire ai giallorossi un terzino sinistro giovane e talentuoso, destinato a giocare ad alti livelli: sarà pure una Juve sazia e imbottita di ragazzi della seconda squadra quella che sfiderà i giallorossi stasera, ma è pur sempre la Juve, e se all'Alllianz Stadium Riccardo Calafiori giocherà come sa fare Paulo Fonseca avrà un'alternativa in più per la prossima stagione. Diciotto anni compiuti il 19 maggio, arrivato alla Roma nel 2011 dalla Petriana, un sinistro educatissimo, e un fisico (192 centimetri di altezza, e spalle larghe) che gli permetterà senza problemi di fare il centrale difensivo quando ce ne sarà bisogno, Calafiori partirà titolare: lo ha annunciato ieri in conferenza stampa il tecnico portoghese, che nelle prime 37 partite della sua gestione non aveva mai fatto fare un minuto a un Primavera. Ci sperava Riccardi, che a giugno aveva ricominciato ad allenarsi agli ordini di Alberto De Rossi, nel gruppo di ragazzi convocati nel caso Fonseca avesse avuto bisogno di rinforzi, ma una settimana fa, alla vigilia della gara con la Fiorentina, c'è stato il rompete le righe: il fantasista è andato in vacanza, il numero 3 stava per fare lo stesso, ma gli è stato detto di aspettare ancora, che la prima squadra aveva bisogno di lui.

Anche se in realtà, più che altro, la prima squadra aveva deciso di fargli un regalo, dopo avergli fatto saltare, a ottobre, il Mondiale Under 17, in Brasile. Da sempre nel giro azzurro, lo avrebbe giocato da titolare, con tutto che era tornato in campo da pochi mesi: il 2 ottobre 2018, in Youth League, Svoboda, terzino del Viktoria Plzen, più vecchio di tre anni, gli era entrato con tutto il peso sul ginocchio, frantumandoglielo. Quel giorno Dzeko, dopo aver segnato, in Champions, esultò mostrando la maglietta del ragazzino che oggi proverà a mettergli in mezzo qualche cross: tra quella serata e quella di oggi c'è stata un'operazione delicatissima - si era rotto tutti i legamenti del ginocchio, i menischi, e fratturato il piatto tibiale - fatta negli Stati Uniti, con la regia del suo procuratore, Mino Raiola, che lo ha affidato allo stesso chirurgo che aveva operato Ibrahimovic, e una interminabile riabilitazione. A settembre è tornato in campo con la Primavera - con cui ha segnato anche parecchio: 5 gol in 16 gare, senza calci piazzati - a ottobre la prima panchina delle tre panchine in serie A. Daniel Fuzato ne ha 35 quest'anno e 38 l'anno scorso, più qualcosina in coppa, e neppure un minuto in gare ufficiali: anche lui farà il suo esordio a Torino, anche lui annunciato dal tecnico. Ha 23 anni, è nel giro della Seleçao olimpica, ne parlano tutti benissimo, ma dopo due anni da terzo portiere deve andare a giocare, in prestito: la gara di oggi, se non commetterà errori, sarà un ottimo spot.