Massimiliano Allegri se lo ricorderà bene, quel 12 gennaio 2014. E a ben pensarci anche Eusebio Di Francesco, perché quel giorno salvò la sua panchina. Guidava il Sassuolo che navigava in zona retrocessione, l'attuale allenatore giallorosso, e si trovò di fronte al Mapei Stadium il Milan, guidato dal suo collega toscano, ora ad un passo dal quarto Scudetto di fila.

I rossoneri, dopo 13', erano già avanti di due gol: Robinho e Balotelli i marcatori di quella che doveva essere una vittoria senza patemi. Ma il Diavolo non aveva fatto i conti con Eusebio e, soprattutto, con Domenico Berardi, all'epoca ventenne di scuola Juve dal futuro radioso. Alla mezz'ora l'attaccante ne aveva già messi a segno due, subito prima dell'intervallo completava la rimonta e portava in vantaggio gli emiliani. In avvio di ripresa, Di Fra e i suoi calavano il poker, ancora con lo scatenato ragazzo di Cariati Marina. Nel finale Montolivo fissava il punteggio sul 4-3.

L'abruzzese riusciva così a salvare la panchina. Verrà esonerato due settimane dopo, sostituito da Malesani, ma subito richiamato per compiere una miracolosa rincorsa che vale la salvezza per i neroverdi. La partita è invece fatale per Allegri, che viene esonerato il giorno dopo. Rimane fermo per sei mesi, quindi - dopo le tumultuose dimissioni di Conte - viene chiamato dalla Juventus. Con cui vince tre double di fila e raggiunge due finali di Champions. Su nove precedenti, Di Francesco ha vinto soltanto due volte; sei i successi dell'allenatore livornese e un pareggio. È tempo di invertire la tendenza: c'è da blindare l'Europa che conta.