Non solo Alisson. C'è un altro contratto piuttosto importantuccio che la società deve affrontare in tempi non prolungati. È quello di Alessandro Florenzi, legato contrattualmente alla Roma sino al trenta giugno del 2019, in pratica poco più di un anno, tempo assai inferiore alla realtà in tempi come questi in cui andare a finire a parametro zero potrebbe voler dire tanti soldi per giocatore e procuratore.

A dar retta a qualcuno, già qualche mese fa si scriveva e pontificava di una firma sul prolungamento a un passo. Si vede che il passo deve essere piuttosto lungo visto che siamo a maggio e neppure si parla di un avvicinamento tra le parti. Nelle ultime settimane sembra che ci siano stati degli approcci, giusto per capire le rispettive posizioni, tra il ds Monchi e il procuratore del giocatore, Alessandro Lucci che, peraltro, sulla questione continua ad avere un profilo basso, nessuna dichiarazione, al massimo un sorriso di chi vuol dire ma non dice.

Ma al di là di qualsiasi distanza ci possa essere tra richiesta (importante) e offerta (non altrettanto importante), il vero nodo da sciogliere sono i dubbi del giocatore. Cosa che potrebbe pure sorprendere qualcuno, ma per chi è un attento osservatore è figlia legittima delle critiche che il giocatore ha ricevuto negli ultimi mesi. Non stiamo parlando di giornalisti e affini, ma di quello che una parte dei tifosi pensa e dice dell'attuale vicecapitano della Roma. Ci sono stati commenti piuttosto pesanti nei confronti di Florenzi e in una metropoli provinciale come Flaiano definiva Roma, quei commenti sono arrivati anche alle orecchie di Florenzi. Che non ha gradito. Al punto che qualche sirena più straniera che italiana potrebbero convincerlo a preferire un futuro lontano dalla squadra del suo cuore.