Una video conferenza su Zoom organizzata dalla Sofi (Superare Ogni Forma di Isolamento) Association con l'Istituto Internazionale Paritario "Giovanni Paolo II" di Ostia (istituto che ha aperto la succursale a Trigoria, riservata ai tesserati giallorossi) - con il prezioso supporto del vicepreside Ottavio Di Paolo -, BeeInclusion e Roma Cares e con il patrocinio di Opes, per dire no alle diversità e sì all'inclusione nel giorno del Global Accessibility Awareness Day. Quattro ospiti d'eccezione hanno preso parte al webinar "Il senso della vita. La diversità": Arturo Mariani, scrittore ed ex calciatore della Nazionale italiana di calcio Amputati del Cts, Salim Chakir, cestista sulla sedia a rotelle dell'Asd Santa Lucia Basket, Francesco Pastorella, consulente di Roma Cares, e l'ex calciatore giallorosso Simone Perrotta, che hanno raccontato le loro esperienze di vita agli studenti connessi. Tra di loro gli atleti delle giovanili della Roma (tra cui Ethan Bouah, fratellino del terzino della Primavera, e Pagano). «Il 10% della tua vita è rappresentato da quello che accade, il 90% dalle tue reazioni - ha detto Mariani, privo della gamba destra dalla nascita -. Il primo giorno delle superiori ho tolto la protesi davanti a migliaia di persone che non conoscevo. Ha rappresentato la mia svolta. Nel 2012 sono entrato a far parte della Nazionale, nel 2014 ho giocato il Mondiale in Messico». Anche Chakir, 20 anni il prossimo novembre, nato in Marocco e arrivato in Italia con la sua famiglia, nell'infanzia e nell'adolescenza ha «dovuto fare i conti con insulti immeritati e sciocchi. Ma ora gioco in Serie A con il Santa Lucia e sono felice. E appena prendo la cittadinanza italiana spero di giocare con la Nazionale».

Ma c'è chi lavora per annullare le diversità. Roma Cares, per esempio. La Onlus fondata da Mauro Baldissoni nata nel 2013: «La nostra missione - ha esordito Pastorella - è quella di aiutare le persone in difficoltà. Come ha detto Guido Fienga (amministratore delegato della Roma, ndr), Roma Cares deve essere una piattaforma in cui i tifosi trovano conforto e supporto. Penso anche all'attività di quest'ultimo periodo di emergenza sanitaria: abbiamo aiutato ospedali e operatori sanitari, le periferie, le famiglie dei detenuti e consegnato pacchi agli anziani. La nostra società deve ricambiare l'affetto delle persone con iniziative di questo tipo. Siamo privilegiati e dobbiamo essere consapevoli che basta un nostro piccolo contributo per aiutare chi ne ha bisogno». E i calciatori giallorossi lo sono: «Prendete Kolarov, per esempio. Ci chiede - ha spiegato Pastorella - continuamente di partecipare alle iniziative di Roma Cares, come le visite agli ospedali. Siamo dell'idea che chi ne ha la possibilità deve mettersi al servizio delle persone». E lo sport, in questo, può avere un ruolo fondamentale: «In un periodo così difficile dal punto di vista socio-economico ci siamo sentiti in dovere di fare. Con il nostro peso possiamo condizionare le prese in giro, isolare l'ignoranza e combattere il bullismo. Le attività per l'integrazione e l'annullamento delle diversità sono il nostro fiore all'occhiello e mi rendono molto fiero dell'attività. Penso a quella con l'AS Roma 2000, l'unica scuola calcio per non vedenti in Europa, e a "Calcio Insieme", progetto di calcio integrato che permette a 68 ragazzi con autismo di giocare a pallone».

Uno screen della videoconferenza

Per ultimo ha preso la parola Simone Perrotta: «Le diversità sono elementi da preservare, sono cresciuto grazie a loro. Vanno accettate, l'errore che bisogna evitare di commettere è sentirsi superiori alle diversità. Non sarei mai diventato quello che sono se negli spogliatoi non mi fossi confrontato con culture diverse. Escludere le differenze non significa allontanarle, ma essere capaci di dare a tutti le stesse opportunità, come fa anche Roma Cares». Poi la chiusura, con un consiglio ai giovani studenti: «Qualsiasi ambito lavorativo - ha concluso l'ex numero 20 della Roma - è come la vita, ci sono momenti positivi e negativi. I secondi sono il tema di oggi, sono loro a cui dobbiamo reagire e che ci danno la spinta per migliorarci. La fortuna di ognuno di noi è riuscire a trovare il proprio talento, scoprirlo e lavorarci sopra».