Sbaglia tanto, ma vince la partita. Può sembrare un controsenso, ma non lo è quando si parla di Lorenzo Pellegrini. Cioè di un ragazzo romano, romanista, tendente al campione. Fino al momento del gol che ha aperto la sfida, Lollo non è che stesse giocando la sua migliore partita. Poi si è acceso, il Parma si è dovuto inchinare. Perché l'ha decisa lui la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia, nuova sfida alla Juventus, a casa loro.

L'ha decisa con una doppietta, la sua prima da quando è tornato a vestire la maglia del suo cuore. Prima con un destro di qualità a rientrare, dopo scambio stretto e veloce con Kalinic, ribadendo che con quei piedi può fare quello che vuole. Poi chiudendo gioco, partita e incontro, trasformando un solare rigore, Perotti era uscito, Kolarov le punizioni non gliele lascia i rigori sì, portiere da una parte, pallone dall'altra, proprio sotto il settore dei meravigliosi tifosi della Roma capaci di ribadire, se mai ce ne fosse stato bisogno, di non lasciarla mai sola. Ci voleva, per la Roma soprattutto, per noi e per Lorenzo Pellegrini che dopo le partite contro Torino e Juventus, era stato costretto a fare i conti anche con le critiche che da queste parti non si risparmiano a nessuno.

La dedica

Inevitabile che a fine partita Pellegrini, che dopo l'uscita di Florenzi e fino alla sua sostituzione, ha indossato anche la fascia di Capitano, sia stato il più ricercato dai microfoni di mamma Rai (sulla telecronaca preferiamo stendere un velo pietoso). E il ragazzo di Cinecittà non si è certo negato. Con tanto di dedica per la sua doppietta: «La dedica è per la mia famiglia come sempre, ma stavolta anche per Nicolò Zaniolo che purtroppo è stato fermato da un grave infortunio. Oltre che un grande giocatore, per me è come un fratello più piccolo, gli voglio bene e gli dico che lo aspetto in campo, abbiamo bisogno di lui».

Bisognerà però avere pazienza, Zaniolo tornerà la prossima stagione, ora questa Roma deve fare a meno di lui avendo come obiettivo quello di vincere le partite. Come ha fatto ieri sera a Parma, grazie anche a una nuova intuizione di Fonseca che ha sorpreso un po' tutti schierando la squadra con un inedito tre-tre-tre-uno, con Cristante sulla linea di Mancini e Smalling, Diawara allineato con Florenzi e Kolarov, i tre trequartisti dietro a un Kalinic che ha ribadito di essere in crescita.

Il risultato è stato una vittoria che ci voleva come il pane, Lollo non ha potuto fare altro che confermare: «Avevamo una grande voglia di fare e vincere, visto che le prime due partite di questo duemilaventi non erano andate bene. È chiaro che sono contento per i miei due gol, ma sono soprattutto felice per la Roma, per la squadra, per i compagni perché abbiamo dimostrato di essere un gruppo unito, un gruppo in cui ognuno è pronto a sacrificarsi per il compagno. Ho letto e sentito delle critiche nei miei confronti, ma io sono uno che le critiche le metabolizza sempre positivamente, vuole dire che si aspettano molto da me e questo mi piace. Sono il primo a essere critico nei miei confronti, ci ragiono sopra e punto a migliorare sempre. Ora pensiamo alle prossime partite».

Giusto. Domenica a Marassi contro il Genoa con soli tre giorni di riposo (ma i calendari li stilano per creare danni alla Roma?), poi dopo altri tre giorni nuova trasferta sul campo della Juventus per il quarto di finale secco di coppa Italia. E Pellegrini ieri sera ha preso pure una botta alla caviglia: «È solo una contusione, una di quelle botte che a caldo ti fanno molto male, ma poi non creano molti problemi. Questa vittoria oltre alla qualificazione ci regala anche un po' di serenità. In campo ho fatto quello che mi aveva chiesto il mister, in fase di non possesso mi abbassavo per evitare che loro prendessero le seconde palle. Tutti abbiamo fatto un'ottima partita. Ora andiamo a Genova con l'obiettivo di centrare una nuova vittoria. E giocheremo per vincere anche a Torino contro la Juventus. Loro sono forti, ma questa Roma può giocarsela».