Dan Friedkin sotto il suo albero di Natale, vuole trovarci la Roma. Nonostante qualcuno pensi il contrario, la trattativa per chiudere il deal negli Stati Uniti, sta andando avanti in maniera piuttosto spedita. Ieri gli uffici legali coinvolti nella vicenda, da entrambe le parti dell'Atlantico, hanno cominciato a esaminare gli aspetti legali di tutti i contratti in essere della Roma, in quella che è l'ultima parte della due diligence.

Si è già conclusa la parte relativa agli aspetti economici, finanziari e fiscali. E si è conclusa in maniera positiva, perlomeno come deduzione logica, visto che si sta proseguendo con quella legale.
Serviranno alcuni giorni per concluderla anche perché i documenti sono molti, conseguenza delle dodici società (tre relative allo stadio) che formano la galassia del club giallorosso. Una galassia molto più complessa rispetto a quella che trovarono Pallotta e i suoi soci nel momento che acquisirono il pacchetto di maggioranza rilevandolo da Unicredit, all'epoca proprietaria della Roma dopo l'accordo trovato con Italpetroli della famiglia Sensi, debitrice nei confronti della banca di circa trecento milioni di euro.

All'epoca non fu semplice trovare un acquirente per la Roma, ora la situazione è notevolmente cambiata, al punto che ci sono state venti manifestazioni di interesse, anche se per ora soltanto l'imprenditore texano è stato quello che ha deciso di andare a vedere le carte con la chiara intenzione di acquisire il pacchetto di maggioranza del club giallorosso. Friedkin, in un recente passato, era stato in corsa anche per l'acquisto degli Houston Rockets, una delle franchigie Nba più prestigiose e importanti, società che si trattava intorno ai due miliardi di dollari. Il triplo abbondante di quello che gli costerà la Roma sempre che decida di fare l'offerta.

Ufficialmente per ora l'offerta non c'è stata, ma non è per niente da escludere che i numeri siano stati già fatti tra Pallotta e Friedkin. L'attuale proprietario della Roma si è convinto a cedere soprattutto perché sono stati i suoi soci a dire basta a mettere soldi nella società giallorossa, complice l'infinita vicenda legata allo stadio di Tor di Valle. E una volta venuti a conoscenza della possibilità di vendere, hanno dato il semaforo verde alla cessione. I tempi per la chiusura, ricordando sempre comunque che Friedkin può sempre dire no, non dovrebbero essere troppo lunghi. Questione di giorni, forse settimane e poi sapremo se Dan Friedkin (o il figlio Ryan) sarà il ventiquattresimo presidente della Roma.